mar
30
2009

Sos materne, rischio chiusura

scuola-padovaIn pericolo 55 scuole: o arrivano soldi, o raddoppiano le rette. Trovare risorse con la crisi economica sarà dura, ma se non arrivano entro quest’anno ben 55 scuole materne padovane e altre centinaia in tutto il Veneto rischiano di chiudere i battenti o di raddoppiare le rette pagate dalle famiglie.

E’ un vero «Sos» quello che partirà oggi al centro culturale Altinate, dove dalle 10 alle 13 si terrà un convegno regionale per tracciare le enormi difficoltà economiche e i bisogni delle scuole dell’infanzia paritarie sia cattoliche, sia comunali. A promuoverlo sono l’Anci, la Conferenza episcopale triveneta e la Federazione italiana scuole materne, che lanceranno così un appello trasversale alle forze politiche e istituzionali (dalla Regione al Governo) per far arrivare maggiori risorse finanziarie ai Comuni in modo da poter garantire il servizio.
A spiegare la situazione di emergenza è l’assessore comunale alle Politiche scolastiche Claudio Piron: «A Padova le scuole materne comunali sono una decina e sono frequentate da 890 bambini, mentre le materne paritarie gestite dalle suore sono ben 45 e i bambini che le frequentano sono 3.591. Il Comune, nonostante la crisi economica ha già aumentato del 25% gli stanziamenti per le scuole paritarie, secondo un programma che va fino al 2010, ma la situazione è molto complicata: abbiamo già numerosi casi di materne con i conti in rosso. Se la Regione e il Governo non aprono i rubinetti dei trasferimenti, qui saranno in molti a chiudere i cancelli, con migliaia di famiglie che si vedranno così tagliare i servizi sociali primari».
Una situazione, questa, ancora più seria sul fronte regionale, se si pensa che proprio il Comune di Padova risulta essere a livello di Nordest uno di quelli più virtuosi, visto che copre per il 37% i costi del servizio scolastico per i bambini fino a 5 anni, mentre la legge prevede un tetto del 36%. scuole-no-soldi«E’ vero», conferma Piron, «Palazzo Moroni dà 1 milione 512 mila euro all’anno per il servizio, con un aumento di 300 mila euro scattato proprio nel 2008. Ciò significa che per ogni bimbo eroghiamo 422 euro, mentre la media di retta a famiglia viaggia sopra i 150 euro al mese. Questi soldi non bastano assolutamente, e tutti i costi sono amministrati dalle parrocchie. Che non ce la fanno più e quindi ogni giorno mi trovo le suore che invocano contributi».
Proprio per sbloccare la situazione, sono state già raccolte 90 mila firme di genitori a livello regionale per chiedere al governatore Galan e al ministro Tremonti di chiudere con la politica dei tagli sul sociale.
E questa mattina al San Gaetano sono stati invitati numerosi parlamentari veneti e consiglieri regionali senza distinzioni di colore. «Vogliamo capirla che in gioco c’è la sopravvivenza di molte scuole paritarie? Se non arrivano i soldi» tuona l’assessore Piron, «le suore ci rimettono le chiavi degli istituti sulle scrivanie e chi s’è visto s’è visto. I costi sempre più alti nella gestione degli asili impongono scelte strategiche ed è necessario formulare una proposta da portare urgentemente in parlamento e in consiglio regionale». E se non arrivano i soldi? A settembre scatteranno gli aumenti, con l’incubo del raddoppio delle rette.

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