Crisi: a Padova quest’anno altri 7 mila posti a rischio
MANIFESTAZIONE Oggi a Este la protesta Questa è una grande crisi che il Nordest succube di Berlusconi ha sottovalutato
Sulla portata della Crisi interviene Andrea Castagna Segretario Generale Cgil. Prima bordata. «Governo sveglia! O tiri fuori i soldi per imprese e famiglie, o qui salta in aria davvero tutta l’economia padovana e dell’intero Nordest!». Seconda bordata. «Finiamola di guardare a questa crisi con ottimismo: nel Padovano ci sono già 8.300 metalmeccanici colpiti dalla crisi, l’80% dei quali in cassa integrazione. Ma il peggio deve ancora arrivare: nel 2009 se ne aggiungeranno altri 7 mila». Si presenterà così Andrea Castagna, segretario generale della Cgil di Padova, classe 1957, alla manifestazione di oggi pomeriggio a Este, in uno dei centri produttivi padovani più colpiti da questa crisi economica mondiale tanto simile a un uragano made in Usa. La carovana anti-crisi organizzata dalla Camera del Lavoro di Padova scatterà nel tardo pomeriggio dalla sede della Komatsu: alle ore 17,30 il raduno prenderà la via del cuore storico di Este, con il leader della Cgil provinciale che, affiancato dal segretario generale della Cgil del Veneto Emilio Viafora e da numerosi sindaci padovani, tra cui anche Flavio Zanonato, guiderà circa 2 mila lavoratori strozzati dalla crisi verso piazza Maggiore.
Andrea Castagna, questa crisi azzanna senza pietà famiglie e imprese.
«E’ inutile girarci intorno: questa crisi in Italia è stata sottovalutata, soprattutto qui a Padova e nel Nordest. Ci sono già migliaia di famiglie colpite dai tagli ai posti di lavoro, e per chi deve cercare lavoro le porte sono sbarrate».
Oggi pomeriggio la manifestazione prende il via dai cancelli della storica Komatsu, a Este.
«Abbiamo scelto di scendere in piazza in una cittadina-simbolo per porre l’attenzione sulle difficoltà delle imprese del territorio. La crisi si sente di più nei comuni della Bassa, dell’Alta e della Saccisica rispetto alla città capoluogo. Questo è un dato di fatto: nella Zip, finora, non ci sono casi aziendali da pronto soccorso».
E’ una crisi strutturale: ma a Padova è stata sottovalutata?
«Sì, qui non si può parlare di congiuntura sfavorevole. Secondo la Cgil questa situazione è stata altamente sottovalutata. Sia dal governo Berlusconi, che ancora oggi continua a predicare ottimismo, e sia dal nostro “Sistema Padova”. Bisognava invece guardare alla realtà: cooperative chiuse, ricorsi abnormi alla cassa integrazione ordinaria e avvio di centinaia di processi di espulsione all’interno del mondo artigiano. E siccome la nostra economia è fatta di piccoli artigiani, ecco che quando una realtà come l’Ebav (Ente bilaterale per l’artigianato veneto, ndr.) ti avvisa già a novembre che tutti i settori merceologici stanno per essere travolti da questo tsunami, l’allarme rosso deve scattare. A tutti i livelli. Invece niente».
Qual è il quadro sul fronte occupazionale padovano?
«Se a livello nazionale ci sono circa 3 milioni di persone colpite a vario titolo dalla crisi, nella nostra provincia il numero di lavoratori metalmeccanici rimasti o senza lavoro o costretti alla cassa integrazione, è pari a 8.300 unità. Di questi, ben 7.300 vivono grazie agli ammortizzatori sociali. Ma credere che l’emorragia sia finita è da stolti, perché il peggio deve ancora arrivare. Quest’anno le nostre stime in chiave provinciale parlano di altri 7 mila addetti, fra dipendenti e collaboratori, che saranno licenziati e si sogneranno il lavoro di notte. Senza contare la marea di precari: quelli il rinnovo dei contratti, se va avanti così, non lo vedono neppure con il cannocchiale!».
Non è troppo catastrofico?
«Preferirei volentieri essere smentito, sa? Ma la realtà purtroppo è questa. E il governo che fa?».
Me lo dica lei. Che fa?
«Niente. Predica ottimismo. Invece qui servono risposte concrete e aiuti immediati a livello di sostegno al reddito, subito! Ha ragione la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia quando dice che non vediamo i soldi. E sa perché? Perché non ci sono, queste benedette risorse. Senza contare i paradossi della legge».
Quali paradossi!
«In Regione Veneto ci sono ben 18 milioni di euro di regresso fermo per la cassa integrazione in deroga, relativi al 2008. Sono là, ma non si possono sbloccare. E sa perché? Manca un decreto del ministero che dica che si possono utilizzare. Ma c’è di più. La Regione ha chiesto 120 milioni allo Stato per la Cig in deroga. Ne sono arrivati solo 10. Capisce adesso perché dico che non ci sono risorse?».
Quali alternative?
«Qui a Padova siamo uniti. Utilizziamo il Tavolo dell’economia composto assieme a Provincia, Comune, Camera di Commercio, categorie economiche e Triplice confederale per lanciare un appello al governo. Qui è in gioco lo sviluppo del cuore produttivo nevralgico del Nordest».
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