Quartiere dei giovani, primi sì. Musica dal vivo in via Cornaro
PADOVA - Un coro (quasi) unanime di sì. L’idea del quartiere dei giovani in corso Australia, dedicato al divertimento, lanciata dal segretario cittadino Pd Piero Ruzzante piace. Da più parti arriva l’invito, pressante, ad agire in fretta, passando dalle parole ai fatti. I giovani padovani (una città da 65mila studenti universitari, solo per dare un dato) sono in movimento: per loro potrebbe esserci una sorpresa, in tarda primavera, con l’arrivo della musica all’ex macello di via Cornaro, al Portello.
Nel 1984 diede una svolta alla città, aprendo il «Banale» in via Ognissanti. Massimo Bertocco ora non si occupa più di musica e giovani: il suo storico locale, si è trasferito nel 2001 in via Bronzetti e nel 2009 all’Arcella. «Una storia che ricalca quella di Zero, il posto di via Bernina stoppato prima di partire - ricorda - noi, già due mesi prima di aprire il Banale in via Aspetti, avevamo le proteste dei residenti. L’Arcella è un quartiere morto, dove non si può far niente». Sulla localizzazione della movida nell’ex Foro Boario di corso Australia Bertocco racconta un retroscena: «Sono d’accordo: si possono riproporre le Piazze là, dove c’è spazio. Con locali dove si suona, si dibatte, si leggono libri. Anche con un cinema, a parer mio. Esattamente l’idea che presentai al sindaco Flavio Zanonato nel 2005, ma non se ne fece niente. Diciamocelo: questa città offre poco ai giovani in questo momento».
Anche Simone Fogliata gestisce, insieme ad altri 10 ragazzi, un locale: La «Mela di Newton» in via della Paglia: «L’idea di corso Australia mi può anche interessare. Voglio capire però qual è il progetto, quali i privati coinvolti. E soprattutto che si passi dalle parole ai fatti». L’area del Foro Boario in corso Australia è stata oggetto di un bando di gara, annullato per vizio formale delle offerte arrivate: l’amministrazione voleva un parco giochi per famiglie.
«Sono d’accordo con Ruzzante - spiega il giovane consigliere Pd,
Gianluca Gaudenzio - da oltre un anno seguo la vicenda. Tutto si è fermato sul bando, bloccato per una serie di vizi delle offerte. Oggi occorre ripartire da lì: la zona merita una riqualificazione». Gaudenzio insiste: «Padova ha un enorme ricchezza di realtà giovanili, associazioni, esercenti pronti a sfruttare tali occasioni. L’offerta non può limitarsi a uno o due luoghi: ci vogliono più punti di socialità e produzione culturale. Dobbiamo accelerare sulla questione».
Ecco allora un’idea da giorni oggetto di contatto fra giovani e Amministrazione: portare la musica in via Cornaro, nell’ex Macello. Un luogo che ha ospitato tante «feste dell’Unità» e che ora potrebbe riaprire i battenti per occasioni analoghe dedicate al mondo giovanile. Musica dal vivo e un centro di aggregazione: si sta studiando come trasformare l’idea in un progetto vincente. Intanto il segretario dell’Appe, l’associazione pubblici esercizi, Angelo Luni, su corso Australia fa una specifica: «Ci sto, se si favoriscono i pubblici esercizi, a scapito dei circoli per una volta. Circoli che non hanno gli obblighi tributari né di orari dei pubblici esercizi: non c’è concorrenza in questo modo».
Davide Forlani, presidente dell’Asu, Associazione studenti universitari, non è invece convinto: «In questo modo si creerebbe una sorta di “ghetto” per i giovani, spegnendo ulteriormente il centro. Oltretutto mi sento vicino ai ragazzi che hanno provato ad aprire ‘Zero’: i residenti avrebbero potuto almeno giudicare dopo la prima serata». Chiusura per Marco Carrai, assessore alla Polizia Municipale del Comune di Padova: «Se il posto viene gestito bene l’idea è condivisibile: la zona non crea problemi con i residenti. I Vigili in ogni caso faranno il loro dovere, controllando il rispetto delle regole».
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