PORTELLO: buona idea ma no all’ambiguità
Mattino di Padova 12 ottobre 2011 - Dopo gli episodi di criminalità che si sono verificati al Portello, domani, diverse sigle, che si occupano di immigrazione e marginalità in città, hanno organizzato una manifestazione di carattere ludico con la finalità di promuovere l’integrazione in questo nostro rione così pesantemente segnato da quei fatti di violenza. Sono convinto che ogni evento che produca aggregazione e parli di integrazione sia una buona idea, perchè coerente all’impostazione per cui l’immigrazione e il governo della comunità sono problemi complessi a cui non è sufficiente rispondere in modo semplicistico. Mi pare che mettere insieme sport, musica e spettacolo possa essere un primo passo per riavvicinare i residenti allarmati e i tanti immigrati onesti e rispettosi della legge che vivono nella nostra città, superando paure che allontanano la soluzione dei problemi. Tuttavia sono rimasto perplesso di fronte alle dichiarazioni di uno degli organizzatori che, oggi, sulla stampa locale ha parlato di “accoglienza come alternativa alla militarizzazione”. Così si diffonde un messaggio sbagliato perchè la presenza delle forze dell’ordine è positiva, dà sicurezza ai cittadini ed è stata più volte sollecitata dall’Amministrazione. E d’altro canto l’accoglienza e l’integrazione si fanno solo ed esclusivamente all’interno delle regole e quando la legge viene violata o qualche cittadino soffre una violenza non esiste militarizzazione ma soltanto la giusta punizione di un crimine.
Inoltre al Portello esiste da tempo un altro problema sul quale è bene riflettere e sgomberare il campo da ogni ambiguità. Si tratta dell’occupazione abusiva di case dell’Ater che a volte sono state addirittura subaffittate a clandestini proprio da soggetti vicini ad alcune delle organizzazioni che promuovono la manifestazione di domani. Ricordo, inoltre, che, anni addietro, l’Amministrazione ha dato il via ad un ambizioso piano di riqualificazione del rione, conosciuto come Progetto di Quartiere, grazie al quale è possibile oggi utilizzare importanti finanziamenti finalizzati a migliorare la qualità della vita: ebbene, gruppi dell’area antagonista hanno osteggiato quel progetto di riqualificazione persino arrivando a scontrarsi con le forze dell’ordine proprio al Portello. Eppure il Progetto di Quartiere ha il pregio di dare una risposta complessiva al problema dell’integrazione dal punto di vista della socialità, della vivibilità e della sicurezza. Personalmente svolgo queste riflessioni perchè ritengo che non si possa essere per la legalità in modo intermittente e di fronte a episodi di violenza come quelli del Portello occorrano risposte ferme e chiare. I cittadini chiedono giustamente maggiore sicurezza e le ambiguità non giovano a dare risposte serie sul piano dell’integrazione.
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