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2011

Lavoro, il Veneto fa i conti con 70mila posti in meno. Più tagli che assunzioni

non-piuMattino di Padova 14 maggio 2011 - Nel biennio della crisi 2008-2010 sono svaniti 70 mila posti di lavoro. E il tasso disoccupazione nel Veneto è andato a quota 6%. Nel primo trimestre 2011 il numero dei disoccupati è salito oltre quota a 47.500 e 13.800 sono in mobilità. In altri termini, il Veneto è la quarta regione italiana per numerosità di percettori di disoccupazione ordinaria e di indennità di mobilità. Fanno peggio Campania, Lombardia e Sicilia. E i primi mesi del 2011 dicono che da gennaio ad aprile sono stati inseriti nelle liste di mobilità in tutto 4mila 772 nuove unità.
I numeri celano una realtà molto più complessa, ma ogni considerazione è insufficiente se si pensa che dietro alle cifre c’è una realtà fatta di famiglie in difficoltà, giovani con futuro incerto e le categorie più deboli, donne e over45, che rischiano di essere marginalizzate da una crisi che ha prodotto una metamorfosi definitiva nell’occupazione veneta. I contorni sono stati tracciati ieri a Vicenza da Veneto Lavoro. «La curva discendente della crisi occupazionale si è fermata, assistiamo a una modesta ripresa, il mercato del lavoro sta cambiando», ha detto Sergio Rosato, direttore di Veneto Lavoro. «Le aziende, soprattutto quelle industriali, dovranno ristrutturarsi; il sistema di istruzione e formazione dovrà orientare in modo più efficace i giovani».
Una crisi diluita, secondo lo slogan coniato. «Assistiamo ad una ripresa delle assunzioni, ma questa dinamica non riesce a compensare le cessazioni» ha sottolineato l’assessore regionale Elena Donazzan. «Il Veneto in questi due anni ha dovuto fare una cura dimagrante». Ma 70mila posti in meno sono solo una cura dimagrante? «Uscendo dal dato assoluto sì» ha detto Donazzan. «In Veneto ci sono 2 milioni di occupati e il dato della disoccupazione è molto più basso della media nazionale, all’8%, e non ha nulla a che fare con il 14% della Spagna».
L’assessore non ha mancato, comunque, di sottolineare l’esigenza di rivisitare il sistema: «C’è difficoltà nel primo inserimento. Bisogna pensare che la flessibilità è il modo di accedere, poi questa è la regione che stabilizza di più i lavoratori». Sul tema della Cig in deroga Donazzan conferma che «i soldi per tutto il 2011 sono garantiti. Abbiamo detto che erano garantiti per quest’anno a chi avesse presentato la domanda entro il 30 aprile. Questo non significa che non lo siano per chi la presenterà dopo».
Quanto all’evoluzione della disoccupazione, ha proseguito Rosato, «si alzerà di qualche frazione di punto, non di più. Aumenta il numero dei giovani che chiede di entrare nel mondo lavoro e anche i lavoratori che si iscrivono dopo il licenziamento (33%)». Per quanto riguarda gli ammortizzatori, nel 2010 la Cig ha coperto l’astensione completa dal lavoro di oltre 40mila lavoratori (10mila per la ordinaria, 23 mila per la straordinaria e oltre 7mila per quella in deroga). Le province venete che hanno sofferto di più la crisi sono state Vicenza e Treviso, poi sono arrivate anche Padova e Venezia. Il trend della cassa integrazione evidenzia una diminuzione di quella ordinaria e aumento della straordinaria, ma è arrivata al massimo quella in deroga.
L’occupazione dipendente (tempo indeterminato, tempo determinato, apprendistato e inserimento, somministrazione), tra il 26 giugno 2008 e il giugno 2010 ha registrato, in Veneto, un saldo negativo di 70 mila unità. Le provincie venete che hanno sofferto di più la crisi sono state Vicenza e Treviso, poi sono arrivate anche Padova e Venezia; Verona ha avuto un impatto minore.

Written by admin in: PD per il lavoro | Tag:, , , , ,

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