Sperimentazione sul Piatto unico. Il Comune va incontro alle esigenze dei genitori: venti grammi in più
Il concetto è chiaro: il Comune va incontro alle esigenze dei genitori. Venti grammi di cibo e altrettanti di condimento in più nel piatto unico, oltre alla messa in soffitta del discusso tortino di patate, sostituito da una «nostrana» pasta e fagioli. In cambio, si aspetta più collaborazione dai genitori. Ad esempio, educando i figli a mangiare la verdura, come spiegano i medici del Servizio igiene dell’Usl 16. I dottori confermano le tesi del direttore dell’Usl, Rao: il menù di Palazzo Moroni è perfetto e aiuta a tenere in forma i propri bimbi. I CAMBIAMENTI. Novanta grammi al posto di 70 per le elementari, 110 invece di 90 per le medie. I piatti di pasta diventano più abbondanti: «Un aumento che abbiamo già messo in atto, anche se la sperimentazione non è ancora finita, ascoltando quanto richiesto dai genitori», spiega l’assessore alle Politiche scolastiche Claudio Piron. Stesso discorso per l’arrosto e per i condimenti di pizza e gnocchi di patate: 20 grammi in più a testa. Il tortino di patate e formaggio viene sostituito dalla pasta e fagioli, nonostante i medici suggerissero che andava riproposto per più tempo, per abituare i bambini: «Se serve aumenteremo frutta e verdura», ricorda l’assessore.
TUTTO PERFETTO. Il dottor Tambuscio spiega con chiarezza. «Il nostro servizio prende in carico il menù proposto dal Comune e lo analizza: equilibrio e grammature sono perfette». Il piatto unico «non è una novità: lo si dà già a Vicenza, Milano e in molti altri Comuni. Capisco magari lo sconcerto iniziale, ma i genitori possono stare tranquilli: il pasto è completo ed equilibrato». Vanno considerate le calorie: «L’apporto energetico è tutt’altra cosa rispetto al senso di sazietà. Un esempio: si potrebbero dare alimenti come il pane in maggiore quantità placando il senso di fame, ma non fornendo ai ragazzi le calorie per affrontare la giornata. Invece bisogna capire che i ragazzi devono mangiar bene, fatto fondamentale per crescere sani».
GLI INCONTRI NELLE SCUOLE. Saranno proprio i medici dell’Usl ad affrontare i genitori dei comitati-mense, martedì e mercoledì prossimo, per rispondere alle domande sul cibo. Ecco il calendario completo: martedì alle 18 alla Donatello in via Pierobon, mentre alle 20,30 ci si sposterà alla Galilei in via della Biscia. Il giorno dopo toccherà alla Ardigò in via Agnusdei (dalle 18 in poi) e in serata alla Falconetto di via Dorighello.
I dati tra i giovani sono allarmanti: «Il 28% dei ragazzi in età scolare è in sovrappeso»
I dati sono regionali ma rispecchiano la realtà padovana: «Il 28% degli adolescenti in età scolare ha problemi di alimentazione, il 19% è sovrappeso, il resto presenta situazioni di obesità». A tracciare il quadro è la dottoressa Stefania Tessari, esperta di alimentazione dell’Usl: «Quattro bambini su 10 arrivano a scuola senza aver fatto colazione o con una quantità di calorie non sufficiente, invece anche la prima colazione è molto importante, visto che deve fornire circa il 30% delle calorie per la giornata».
Anche la richiesta di alcuni genitori di fare il bis nelle scuole non va bene: «Dare il bis è sconsigliato, perché si va oltre le calorie necessarie ad ogni bambino, scombinando così l’alimentazione dell’intera giornata». Qui sta il ruolo centrale dei genitori: convincere i propri figli che alcuni alimenti servono. Esempi concreti: il 26 gennaio il contorno di finocchi è stato rifiutato dall’80% dei ragazzi. Percentuali alte anche due giorni prima per le carote e le zucchine brasate, mentre il contorno di patate al forno è stato mangiato da tutti. Sulla richiesta di alcuni genitori di sostituire la tanto odiate verdure i medici sono chiari. «Durante la settimana bisogna mangiare anche la verdura, serve all’organismo. Non si può sostituirla con altri alimenti, non sarebbe l’equivalente».
2 commenti »
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Purtroppo quel che scrivete non è vero.
Il dossier di Progetto Città è molto esplicito a riguardo (e con dati incontrovertibili).
Rimango a disposizione per chiarimenti (e per impedire che andiate “a fondi” su questa questione).
Ciao,
Carlo
In due sfortunate interviste sulla stampa padovana di ieri (3 febbraio ndr) l’Assessore Claudio Piron ribadisce che la sperimentazione in corso sulle mense scolastiche è determinata da due ragioni: esigenza di risparmio (con cifre però poco… coerenti) e rispetto delle nuove linee guida di Regione e ULS. Una sorta di mantra che viene ripetuto da ottobre 2010 e che suona a come una chiusura netta rispetto all’atteggiamento dialogante del comitato dei genitori e che non entra nel merito delle precise richieste avanzate, introducendo invece elementi opinabili.
Andiamo per punti, e ribadiamo i principali elementi su cui non c’è chiarezza:
• quanto risparmia l’amministrazione introducendo il piatto unico: l’Assessore asserisce che il piatto unico andrebbe fornito almeno tre volte la settimana perché richiesto dalle linee guida regionali. A noi risulta che nelle linee guida della Regione Veneto si parla di una frequenza di 4-8 volte/mese. L’Assessore afferma che ci sono Comuni in cui il piatto unico è stato introdotto 5 volte la settimana: quali? È possibile avere documentazione in merito?
• quanto risparmia l’amministrazione autorizzando l’allungamento dei tempi tra fine cottura e somministrazione. Il vistosissimo abbassamento della qualità del servizio, causa inevitabile di nuovo spreco, è giustificato dal risparmio?
• quanto risparmia l’amministrazione autorizzando una sensibile riduzione nella varietà e qualità del cibo: vengono forniti due soli tipi di formaggi, prosciutto cotto e crudo (non più bresaola, speck, mortadella, etc.), olio d’oliva extravergine non più dop e igp ma “di olive italiane”:?
• quanto risparmia l’amministrazione eliminando il bis “per ridurre l’obesità”… Eppure a livello nazionale non risulta che questa pratica sia stata introdotta. Forse anche in questo caso la vera motivazione è il risparmio?
• quanto risparmia l’amministrazione autorizzando la consegna della merenda fresca (frutta) della mattina un solo giorno alla settimana. Negli altri giorni le merende saranno confezionate. E, a proposito di questo, non ci risulta che finora siano mai stati serviti, citando una sua espressione, “biscotti genuini preparati apposta per le mense”;
• quanto risparmia l’amministrazione annullamento tutte le referenze biologiche ad eccezione di pomodori e fagioli. E, soprattutto, come si giustifica la violazione della normativa vigente?
• e, infine, quanto risparmia l’amministrazione dalla riduzione della grammatura, in base alle Linee Guida regionali. E, visto che ora si è deciso di aumentare tale grammatura, pare evidente come le linee guida siano interpretabili e modificabili, differentemente da quel che vorrebbe farci intendere…
Su tutti questi punti, caro Assessore, c’è confusione e poca chiarezza. Rispettare le linee guida andando contro la legislazione vigente è un comportamento contraddittorio. Senza contare la questione più importante, che ha spinto i Comitati di genitori ad intervenire: abbiamo infatti insistito sul punto della mancanza di controlli che l’Amministrazione con le sue sole forze non può garantire (e tantomeno l’USL 16, troppe volte chiamata in causa, ma che nella pratica certifica solamente i menù sulla carta, senza effettuare controlli). I genitori si sono resi disponibili avanzando proposte di collaborazione concrete, fra l’altro accolte con apparente interesse dalla dott.ssa Truffa, dirigente del Servizio.
Dalla lettura delle notizie riportate dai giornali sembra emergere un atteggiamento di chiusura; inoltre i dati che vengono pubblicati sono contradditori e discordanti con quelli discussi nei vari colloqui tra l’Assessorato e i comitati delle scuole. Questo non aiuta a tranquillizzare il clima e fa pensare alla mancanza di un’effettiva volontà da parte dell’Amministrazione di affrontare e risolvere le criticità del servizio.
Ci aspettiamo dal colloquio di domani con il Sindaco le risposte e soprattutto un atteggiamento che non decreti la fine del dialogo con i cittadini genitori per difendere scelte indifendibili.
Genitori e rappresentanti di mensa dei 14 circoli e delle scuole per l’infanzia di Padova
Qui spero si chiariscano alcuni punti
http://www.gianlucagaudenzio.it/archives/3642