Naccarato interroga Tremonti e Matteoli: «Infracom, interesse pubblico a rischio»
«Nella situazione di difficoltà venutasi a creare, appare sempre più concreto il rischio che alcuni asset di Infracom vengano venduti in modo poco trasparente e antieconomico». Il caso Infragruppo-Infracom, e i possibili riflessi sui conti di Autostrada Brescia-Padova, sono al centro di un’interrogazione a risposta scritta ai ministri Tremonti e Matteoli di Alessandro Naccarato. Il deputato padovano del Pd sollecita i due ministeri a «tutelare gli interessi pubblici» tenendo sotto controllo, tramite l’Ispettorato di vigilanza concessioni autostradali (Ivca), l’evoluzione del caso Infragruppo-Infracom. «Questo al fine di scongiurare effetti negativi per i cittadini utenti e per il servizio pubblico di cui Autostrada Brescia-Padova è concessionaria».Tutto ruota intorno al debito contratto da Infragruppo (che controlla il 67% di Infracom) per l’acquisto delle azioni della società: 135,5 milioni nei confronti di Cariveneto (per i quali Brescia-Padova si è dovuta impegnare direttamente) e altri 37 milioni verso la stessa Serenissima. Per questa ultima parte pare si provvederà alla conversione in capitale di Infragruppo: Serenissima rinuncerà al credito ritrovandosi, in cambio, una quota maggiore di Infragruppo. Questo scongiura la liquidazione di Infragruppo ma, evidentemente, si rifletterà sui conti di Serenissima. Anche perché la concessionaria si ritroverà una partecipazione più sostanziosa di una scatola (Infragruppo) che sconta un rosso da 131 milioni e un patrimonio negativo di 94,3 milioni. Nell’interrogazione, Naccarato cita una precedente risposta (8 marzo 2010) sul medesimo caso di Matteoli. «Infracom presenta criticità tali da far ritenere necessaria una significativa immissione di liquidità, ma Brescia-Padova sa che questo non deve incidere sul suo piano finanziario». Non a caso Serenissima ha varato un riassetto societario per evitare che la voragine Infragruppo-Infracom pesi sulla concessionaria. Ma al netto di questo, il conto da pagare - alla fine - arriverà comunque anche agli enti pubblici.
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