nov
07
2010

Il questore Luigi Savina «Ci riprenderemo Padova correndo per i quartieri»

questorePADOVA. Letteratura e cinematografia mondiale ci hanno regalato mirabili figure di poliziotti. Dagli storici Maigret, Callaghan e Sheridan ai più recenti Serpico, Colombo e Montalbano. Tutti con le loro sfaccettature, in una sorta di marchio doc dove ognuno insegna a proprio modo come sconfiggere il male, a tutela dei buoni. Un ruolo difficile quello del paladino della giustizia, da combattere ogni giorno in una società in rapida evoluzione, dove anche i cattivi sanno adeguarsi in fretta.
Luigi Savina, da oltre due anni questore di Padova, racchiude negli angoli del volto asciutto e scarno, che molto somiglia al mitico Ubaldo Lay, parecchie delle caratteristiche degli eroi di celluloide. E’ come se d’incanto in lui ritrovassimo condensate la pacatezza di Gino Cervi, l’acutezza di Peter Falk, la forza di Clint Eastwood, l’umanità di Luca Zingaretti. Un miscuglio di emozioni ed esperienze che trovano conferme nella sua vita professionale, capace di attraversare punti focali della storia del nostro Paese: il terrorismo rosso e nero di Padova e Venezia, la mafia di Palermo, la criminalità di Roma e Milano, la malavita organizzata in Albania.
«Quando sono arrivato per la prima volta a Padova, agli inizi degli anni Ottanta, a predominare era la lotta armata. Adesso la situazione è ben diversa. Il tessuto sociale si è modificato e i problemi maggiori sono legati allo spaccio porta a porta e al consumo di droga. E’ una piaga e in questo Padova, il più importante centro del Nord Est, riassume i mali delle più grandi città italiane».
I cittadini chiedono più sicurezza.
«Dobbiamo portare sempre più i poliziotti in mezzo alla gente, garantendo la vivibilità dei quartieri. Per far questo bisogna aumentare le iniziative nelle strade, intensificando i meccanismi di controllo. Anche i cittadini sono chiamati a dare il loro contributo. Non dimentichiamo che la sicurezza è la somma di tante iniziative legate alla sicurezza».
Parlava della droga come la madre di tutti mali.
«E’ il cancro. In questi ultimi due anni abbiamo fortemente aumentato il numero di arresti e sequestri di droga. Per continuare la nostra battaglia abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, ma soprattutto dei genitori. A loro dico: fate i genitori, controllate i vostri figli. Cambiamento dell’umore, rendimento scolastico che diventa improvvisamente scarso, assenze e comportamenti strani, potrebbero essere i sintomi. Mamme e papà non possono delegare, loro devono essere al nostro fianco».
Più arresti, più sequestri, ma la droga che gira sembra inarrestabile, così come gli spacciatori che tornano subito in circolazione. Ma la vostra non è una battaglia persa?
«No, non è così. La magistratura applica la legge. Si può fare qualcosa solo quando la sentenza va in giudicato. Certo la legge andrebbe modificata, ma questo non spetta a noi. Il nostro compito è di farla rispettare».
Nemico sempre più forte e risorse sempre minori per combatterlo…
«Questo non deve essere un alibi per nessuno. Bisogna avere rispetto per il momento di crisi e comprendere i motivi che sono dietro ai tagli. Credo, come è stato fatto in Inghilterra, che gli unici settori da non toccare siano la sanità e la ricerca. Per tutti gli altri è giusto fare sacrifici».
Lei incarna la figura del poliziotto del futuro, chiamato a dialogare con la gente, molto più presente sul territorio.
«Dobbiamo calarci sempre più nella realtà. Siamo dei professionisti in grado di servirci di strumenti sempre più moderni e tecnologici da utilizzare per il bene e la sicurezza della popolazione».
E’ casuale che proprio la nostra città terrà a battesimo CorriXPadova, la prima in Italia?
«Ci crediamo. Insieme a Comune e Fiamme Oro abbiamo lavorato affinché la città si avvicinasse allo sport e lo sport alla città. Ogni settimana, a partire da giovedì prossimo, sarà proposto un itinerario diverso di circa otto chilometri che si snoderà in vari quartieri di Padova. I cittadini, guidati da nostri atleti, correranno su percorsi sicuri, controllati. Sarà un modo per riappropriarsi dei propri spazi perché la sicurezza è fatta anche di negozi aperti, vetrine e luci, gente che vive insieme ad altra gente. Tutto questo tiene lontani i ladri, gli spacciatori».
Sport di gruppo inteso come momento di aggregazione.
«Certo, ma anche come presenza sul territorio di cittadini e istituzioni. Poi non dimentichiamo il grande valore formativo dello sport. Fare attività fisica significa migliorare il proprio aspetto, il proprio benessere, la propria qualità di vita. Il percorso che proporremo a partire da giovedì prossimo, alle 20.30, da Prato della Valle, sarà aperto a tutti, anche a chi non ha mai corso. I nostri atleti delle Fiamme Oro sono pronti ad aiutare, con consigli e suggerimenti, chi avrà voglia di cominciare a muoversi».
Cosa sogna per la sua Padova?
«Più sicurezza partecipata e più rispetto delle regole»

Written by admin in: generale | Tag:, ,

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