Italia in crisi, occorre un piano di intervento preciso ed efficace
Basta guardare il volume degli investimenti del presidente Obama nel settore dell’auto e la quantità di aiuti nello stesso settore della Francia di Sarkozy, per rendersi conto dell’inconsistenza dei provvedimenti di Berlusconi. Fatte le dovute proporzioni, quella Italiana è una timida rottamazione che ricorda periodi molto diversi e, di certo, anni nei quali non era in corso una crisi economica così grave. Gli Italiani sentono sulla loro pelle e nelle loro tasche gli effetti di questa recessione e si sentono rispondere dal Governo che non è poi così grave. E’ il solito metodo delle doppie verità: Berlusconi da l’annuncio che le tasse caleranno e i media fanno avvertire questa notizia come una priorità quindi si pensa che sia fondata. In realtà però le tasse aumentano! Il Governo annuncia che lotterà contro l’immigrazione clandestina ma poi gli sbarchi degli irregolari raddoppiano, Maroni manda i militari nelle città per garantire la sicurezza e poi vengono tagliati i fondi alle forze dell’ordine che non hanno nemmeno le auto per pattugliare il terrritorio. Non è con gli annunci che si governa un Paese, l’unica verità è che Berlusconi e la destra sono inadeguati. E ciò che sembra più grave è l’incapacità di guardare al futuro. Perchè prima o poi usciremo da questa crisi ma l’Esecutivo non sta preparando le condizioni per una forte ripresa: Obama in America come la Merkel in Germania, stanno investendo grosse partite di Bilancio dello Stato nella formazione, nella ricerca, nella riqualificazione industriale e nella green economy. …e Berlusconi cosa combina? Lui taglia i fondi alle Università, taglia gli incentivi al risparmio energetico e in una parola non promuove lo sviluppo.
Proprio ieri il Rettore dell’Università di Padova ha definito iniqui e devastanti i tagli di spesa decisi dal Governo: «Il grave è che non solo i fondi sono scandalosamente inferiori a quelli che investono i Paesi nostri partner, e anche nostri concorrenti a livello europeo, sono anche distribuiti in modo non propriamente equo». Il Magnifico porta l’esempio di Padova con una università patavina «sottofinanziata» per circa il 10%. «Ogni anno ci dovrebbero arrivare circa 30 milioni di euro in più, ma da troppi anni questi milioni non arrivano. E’ inoltre necessario procedere con tempi certi a realizzare il doveroso riequilibrio nella ripartizione di risorse tra gli atenei. Da parte nostra, non tollereremo più di essere virtuosi e bastonati». Infine Milanesi commenta i tagli previsti dal Governo a partire dal prossimo anno: «Dobbiamo essere chiari con l’opinione pubblica, le università italiane non reggeranno una simile batosta. Nemmeno quella di Padova, che oggi ha i conti perfettamente a posto e che ha dimostrato di saper esercitare responsabilmente l’autonomia che le è stata riconosciuta».
Una riduzione ulteriore del budget equivarrebbe al blocco delle carriere e alla «fuga all’estero dei giovani più promettenti», alla contrazione dei servizi destinati agli studenti, all’aumento delle tasse accademiche… «I ranking internazionali collocano l’Italia al terzo posto nel mondo, dopo Stati Uniti e Australia, per qualità complessiva del sistema universitaria. Eppure c’è la tentazione di rottamarci, mentre si gettano miliardi per “salvare” Alitalia, quella sì un’azienda pubblica decotta. Si negano risorse indispensabili al futuro del Paese, in compenso avremo il ponte sullo Stretto di Messina, opera di cui pare sentano la necessità soprattutto quelle imprese private che realizzeranno profitti faraonici».
Ma l’Italia non ha bisogno di ripiegarsi su se stessa, vuole reagire, ha bisogno di un piano di intervento preciso ed efficace.
Noi abbiamo fatto la nostra proposta:
- Ampliamento ammortizzatori sociali e assegno mensile per i precari privi di ammortizzatori
- Riduzione delle tasse per lavoratori e pensionati
- Pagamento immediato dei debiti delle pubbliche amministrazioni verso le imprese
- Sviluppo sostenibile - green economy
- Sostegno all’industria per l’innovazione e l’occupazione
LA RISPOSTA NON LA STIAMO ATTENDENDO NOI!
BERLUSCONI DEVE RISPONDERE AL PAESE!
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