nov
04
2010

Zanonato fa il punto «Serve l’Idrovia come scolmatore»

jpg_2653813 PADOVA. In maglione, con la tavoletta dell’iPad fra le mani, stila il primo bilancio dell’«emergenza acqua» in città. Flavio Zanonato è reduce da un paio di giornate (e notti) «in trincea». Se l’è sfangata molto meglio di Achille Variati a Vicenza.
Nell’ufficio di palazzo Moroni è ancora circondato dall’intero staff del Comune: dal direttore generale Giuseppe Contino al vice sindaco Ivo Rossi, agli assessori Marco Carrai e Andrea Micalizzi.
«Fin da lunedì ci siamo mobilitati con Protezione Civile, Polizia municipale, personale. Ho scritto una lettera a tutti, perché tutti si sono spesi generosamente. E oggi possiamo dire che il sistema a Padova ha retto, nonostante i danni prodotti dal Bacchiglione e i momenti difficili al Bassanello» spiega.
Sindaco, può stimare l’entità dei danni?
«Nei tre impianti sportivi (Padovanuoto, Canottieri e circolo dell’Aeronautica) finiti sott’acqua si tratta di milioni di euro. Poi ci sono le famiglie, una trentina, che nelle aree golenali e in via Pozzoveggiani hanno subito danni che possono variare fra i 50 e 100 mila euro in ogni casa».
E’ come la Grande Alluvione del 1966?
«Spetta ai tecnici dirlo. So solo che alla Canottieri c’era il segno del livello record dell’acqua di allora: alle 3.30 di lunedì lì era al di sopra di almeno 20 centimetri».
Nella sostanza, cos’ha rischiato Padova?
«L’acqua “a monte” si è riversata fino a 800 metri cubi al secondo. Abbiamo lo Scaricatore come by pass più il Canale San Gregorio e Ca’ Nordio che scaricano “a valle” verso Brenta e Roncajette. Il transito ha retto. Ma non è detto che sia sempre così».
Cosa serve?
«Con Consorzio e Regione abbiamo già predisposto il progetto dello scolmatore dell’Arcella. Ma non può sfuggire che occorre un altro passo decisivo nel sistema, indispensabile quando l’acqua che arriva va oltre la quantità scaricabile a valle. Mi riferisco all’Idrovia che va adattata e completata come scolmatore. Lo invocano professori come D’Alpaos. Serve uno studio accurato per un’opera da 2-300 milioni di euro».
Vuol polemizzare anche lei?
«Figurarsi. Ci sono opere indispensabili: vanno realizzate. Costano? Bisogna trovare i soldi. Così come non si possono lasciare i Consorzi di bonifica senza più soldi, perché prima delle elezioni si è scelto di non far più pagare i contributi».
Con Bertolaso che genere di contatti?
«Mi ha chiamato lunedì verso mezzanotte: gli ho rappresentato la realtà di Padova. Martedì verso le 12 ci siamo risentiti: da Vicenza stava andando a Verona».
Con gli altri sindaci?
«Avevamo inviato due squadre a Vicenza, prima che l’emergenza scattasse anche a Padova. Il sindaco Variati in queste ore ha ricevuto 100 paia di guanti e altrettante di stivali: servono per spalare il fango. A Ponte San Nicolò e Casalserugo abbiamo assicurato sacchi di sabbia, mezzi e altro sostegno».
Previsioni a breve?
«A Paltana e Voltabarozzo sono segnalati “fontanazzi” negli argini. Serviranno un paio di giorni per il definitivo deflusso. Ma al Bassanello già l’acqua era scesa di oltre un metro. Continueremo a fare quel che serve, in particolare per le famiglie. Le abbiamo soccorse nel pericolo, assistite e non vogliamo certo abbandonarle».
Che segnale intende dare «politicamente»?
«In base allo statuto della Regione, presentiamo una proposta di legge di iniziativa comunale. Serve a sollecitare uno studio di fattibilità e il progetto preliminare in modo da “adattare” l’Idrovia. Milvia Boselli e Luigi Mariani presenteranno la delibera al consiglio comunale. Venerdì abbiamo invitato tutti i parlamentari e i consiglieri regionali, insieme ai sindaci. Non si possono abbandonare le famiglie finite sott’acqua. E servono impegni precisi per il territorio»

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