Disoccupazione a quota 25 mila
PADOVA. Dopo il «buco nero» della recessione, la crisi produce un’impennata di disoccupazione. Un anno fa erano 18 mila i padovani senza lavoro; quest’anno se ne sono aggiunti altri 6 mila; nel 2011 si toccherà quota 25 mila.
E’ il dato più preoccupante dello scenario disegnato dal professor Paolo Feltrin che martedì ha presentato in Camera di commercio la “mappatura” dell’economia padovana in 38 pagine. Indicatori congiunturali, scenari, tendenze e previsioni a beneficio di chi prova a governare la metamorfosi del sistema produttivo. Sempre meno «classico» e più invischiato nelle bolle (dalla finanza al mattone), inevitabilmente votato ad allargare i confini di commercio, servizi e terziario fino al turismo.
Feltrin disegna il quadro statistico: «Dopo cinque trimestri consecutivi di contrazione, il Pil italiano torna a crescere anche ad un tasso superiore alla media dell’area Euro. Ma il mercato del lavoro continua a rappresentare il principale fattore di rischio per la ripresa».
Nella crisi hanno pagato soprattutto il manifatturiero (meno 16,8%) e le costruzioni (meno 2,8%). Produzione ed export sono precipitati fino al 20% in meno. Nel 2009, il valore aggiunto “in rosso” riguarda le aree a vocazione industriale: Camposampierese, Cittadellese, Conselvano pagano il 7-8%, mentre la media padovana si assesta a meno 5,2%.
Fin qui la congiuntura. Feltrin guarda avanti, sottolineando ragioni di ottimismo per industria e servizi. «Proseguirà invece la flessione delle costruzioni: meno 4,3%». Dal punto geografico, la crescita economica di quest’anno è stimata intorno al 3% per l’Alta padovana e la zona di Montagnana che si allineano alla «città metropolitana» e al Monselicense. Sono Piovese e zona dei Colli a restare sotto la soglia. Per il 2011, la previsione su scala provinciale è di una crescita dell’1,9% che si dimostra superiore comunque alla stima per il Veneto e per l’Italia.
La vera emergenza resta l’occupazione. Nel 2009, il Veneto ha perso 47 mila addetti e Padova 14 mila con un tasso di disoccupazione pari al 4,3%. Soltanto l’industria padovana ha perso il 9,7% in termini di unità equivalenti. Camposampiero è la zona più colpita, al contrario di Padova. Ovviamente, la conferma arriva dalla cassa integrazione: 8.500 i lavoratori coinvolti nel 2009 con un monte ore totali pari a cinque volte quello del 2008. E nei primi cinque mesi del 2010 il numero di dipendenti coinvolti nelle procedure di crisi è aumentato del 18%. Quest’anno Feltrin stima una perdita di altri 2 mila posti di lavoro. Con il picco previsto nel 2011.
Di questo ha discusso il Tavolo istituzionale anticrisi della Camera di commercio con il presidente Roberto Furlan, l’assessore comunale Marta Dalla Vecchia, l’assessore provinciale Massimiliano Barison, i segretari di Cgil, Cisl e Uil, le associazioni consumatori, il presidente Ascom Fernando Zilio e Confesercenti Nicola Rossi, il presidente Cia Claudio D’Ascanio, Maurizio Ebano direttore di Artigianato Padovano, Ruggero Go per Federterziario.
Nella sala riunioni di piazza Insurrezione non si sono presentati i rappresentanti di Confindustria, Upa, Cna, Coldiretti e Confagricoltura.
E’ stato rinnovato l’impegno a sostenere imprese, lavoratori e famiglie anche con la piattaforma strategica per lo sviluppo economico del territorio a medio-lungo termine. Il Tavolo anticrisi della Camera di commercio tornerà a riunirsi all’inizio di settembre.
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