lug
16
2010

Esposto di Naccarato: «Reti del gas, vendita fuorilegge»

nacca-espostoPADOVA. Un nuovo esposto inviato ai presidenti dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas e dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Così il deputato Alessandro Naccarato (Partito democratico) contesta la vendita della rete di distribuzione del metano che interessa i Comuni di Agna, Anguillara, Arre, Bagnoli, Bovolenta, Cartura, Conselve, Maserà, San Pietro Viminario e Terrassa. E’ stata decisa da Attiva Spa in base alla procedura, di cui è responsabile l’avvocato Monica Manto. E’ la funzionaria del Consorzio Zona industriale di Padova che ha assunto il ruolo di direttore generale dell’ex Cosecon, firmando tutti gli atti.
attiva Naccarato aveva già evidenziato, con il primo esposto del 16 gennaio 2009, come la privatizzazione della rete del gas si profilasse «fuorilegge» in assenza di una vera e propria gara, della necessaria trasparenza e dell’evidenza pubblica. Ora torna a sollecitare l’intervento di Autorithy e Garante, alla luce della distorsione della concorrenza avvenuta con la trattativa privata per cui Attiva ha venduto le sue quote di Veneto Distribuzione ad Enerco Group Spa.
Nel bilancio 2009 approvato dai soci di Attiva la settimana scorsa, risulta confermato l’incasso della fidejussione da 13,5 milioni di euro. Di conseguenza, l’avvenuta privatizzazione della rete del gas che pure era stata realizzata dai Comuni con fondi pubblici, contributi europei a fondo perduto e accensione di mutui. Di qui il nuovo esposto firmato da Naccarato che sulla vicenda si dimostra non solo più che documentato, ma soprattutto intenzionato ad andare fino in fondo.
«Prima il Consorzio Conselvano e poi Cosecon Spa hanno gestito direttamente le reti del gas metano per conto dei Comuni soci attraverso una sorta di concessione di fatto mai formalmente stipulata attraverso atti o accordi che avessero un riconosciuto valore legale. Nel luglio 2003 l’attività fu trasferita a Cosecon Distribuzione che nel novembre 2006 diventa Veneto Distribuzione. Così scattò l’ingresso del socio privato Sime Spa che nel gennaio 2008 diventa Enerco Group Spa senza nessuna gara di evidenza pubblica» ricorda Naccarato.
Nel secondo esposto, ripercorre anche la storia della vendita di Veneto Distribuzione, la società della distribuzione del gas nella Bassa: «Il 28 marzo 2007 la Gazzetta Ufficiale pubblica un invito di Cosecon a manifestare interesse per l’acquisto del 50,025% della società. Nessun riscontro. Il 1 ottobre segue un avviso di pre-informazione per la gara di manifestazione di interesse per l’85,203% del capitale sociale. Non sono seguite, anche in questo caso, manifestazioni di interesse. Cosecon ha nel frattempo stretto un accordo con Enerco Group: prevede che in caso di mancata vendita attraverso procedure di evidenza pubblica, le stesse quote saranno acquistate da Enerco per 13,5 milioni di euro garantiti da un’apposita fidejussione».
E’ questo il punto che fa scattare il ricorso all’Authority e al Garante, perché Attiva Spa sostanzialmente privatizza le reti e non rispetta più l’evidenza pubblica né gli interessi dei Comuni che le avevano realizzate come servizio pubblico.
Naccarato segnala che il 25 febbraio 2009 c’era stato l’invito a manifestare interesse per l’acquisto di 24.204.000 azioni ordinarie del valore nominale di 1 euro (cioè il 100%) di Veneto Distribuzione. Rispondono cinque operatori del settore: si tratta per la precisione di Italgas, Ascopiave, Amga, AcegasAps e Italcogim Reti. Tuttavia sulla scrivania di Monica Manto non arriverà nessuna offerta formale entro il termine del 25 giugno.
Un ulteriore bando (sempre firmato dal direttore generale di Attiva) per la vendita di 12.108.150 azioni ordinarie pari al 50,025% di Veneto Distribuzione al prezzo base di 13,5 milioni viene pubblicato nel febbraio scorso: un’altra gara che va deserta.
Nel frattempo, però, proprio dalla relazione con cui il presidente Gian Michele Gambato presenta il bilancio 2009 (anticipata dal mattino) emerge l’avvenuta privatizzazione delle reti del gas: «Si è verificata la condizione da cui dipendeva l’efficacia dell’obbligo di acquisto di Enerco Group e in data 23 luglio 2009 tramite proprio legale Attiva Spa escuteva a Enerco Group Spa l’obbligo di acquisto della totale partecipazione di Attiva in Veneto Distribuzione» si legge a pagina 39 della relazione.
E così Naccarato sottopone di nuovo il «caso Attiva» agli uffici di piazza Cavour a Milano come a quelli di piazza Verdi a Roma.

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