Sanità, Zaia alle corde, non esclude altri buchi
VENEZIA. Velocissimo, forse perché c’era poco o niente da decidere in
giunta, come dimostrerebbe il numero degli assessori che inizialmente lo affiancano (4 su 12 e tutti leghisti), Zaia procede alla rituale conferenza stampa del martedì. Il governo veneto spiega al popolo cosa bolle in pentola. E’ il solito capolavoro di comunicazione di Zaia, che potreste provare anche voi con gli amici, per vedere se ci cascano. Al Balbi funziona così: il presidente e gli assessori stanno sempre in piedi e i giornalisti sempre seduti davanti a loro, all’americana (il che non vuol dire automaticamente un’americanata, ma potrebbe diventarlo avanti di questo passo). Zaia dice due parole, tanto per mettere il cappello sulle decisioni prese, poi chiama al microfono l’assessore tale o talaltro per i dettagli: il che vuol dire che chiunque voglia comunicare qualcosa, lo deve fare attraverso di lui. Ne consegue che è finita l’epoca in cui si poteva brillare di luce propria, oggi al Balbi si brilla solo di luce riflessa, attraverso lo stellone di Luca.
Stellone un po’ sbiadito, bisogna dire. Ma si può capire: finiti gli annunci, bisognerebbe comunicare fatti. Purtroppo qui le questioni vere sono numeri, sono fastidiosi ammanchi di cassa nella sanità, tipo i 250 milioni di euro che latitano nell’azienda ospedaliera di Verona. Zaia tiene a precisare, come ha già fatto in un’intervista al nostro giornale, che sono cifre in corso di verifica, che appena avrà un rapporto preciso lo comunicherà, all’insegna della massima trasparenza come ha sempre fatto in vita sua. «Male non fare, paura non avere», ripete. E questo quando succederà? Quanto avrà finalmente insediato i vertici della burocrazia (che purtroppo non erano compresi nei primi 100 giorni): toccherà ai successori di Ruscitti e di Rasi Caldogno passare in rassegna tutti i conti delle Usl. Ma intanto non si sa di chi sia la colpa del buco di Verona, stante che l’ex direttore generale Valerio Alberti, ora passato a Bassano, giura di «aver sempre raggiunto l’obiettivo» che gli era stato assegnato (cosa vorrà dire tradotto in euro?). Zaia non esclude nemmeno che si tratti di un buco isolato e non dell’inizio di un groviera. Bisogna aspettare la verifica.
Sarà mica un lascito Galan?, buttiamo lì. Magari farebbe il paio con il lascito Zaia al ministero dell’agricoltura, visto le quotidiane lamentazioni di Giancarlo. Zaia insorge: con il ministero dell’agricoltura ha chiuso. Ma poi, pressato, si dilunga sulle quote latte, rivelando un particolare: 62 procure italiane starebbero indagando sui pagamenti delle multe, attivate da contro-rapporti dei carabinieri. «Alla luce di quanto indicato dai carabinieri, mi sembra logico che chi deve pagare si fermi un attimo. Siccome i carabinieri non dicono puttanate, come qualcuno vuol far credere, le procure hanno già iniziato ad ascoltare un po’ di gente».
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