lug
22
2010

D’Alema: “Con Berlusconi tornati alla prima repubblica”

Il presidente del Copasir alla Festa dell’Unità di Roma: “Standard di corruzione della vecchia Italia. Governo al minimo storico di popolarità per colpa di una manovra ingiusta”. Ma se il Cavaliere cade, meglio del voto sarebbe un “governo di transizione con chi ci sta”.

214346120-8777c489-d8cf-4e51-9ad0-3aca6896047eROMA - Berlusconi “ha riportato il paese agli standard di corruzione della vecchia Italia, della tanto vituperata prima repubblica”. Lo ha detto Massimo D’Alema arrivando alla festa dell’Unità di Roma commentando le ultime notizie emerse dall’inchiesta sulla cosiddetta P3. “Emerge intorno al potere berlusconiano una rete di interessi, una rete affaristica che appare come un vero e proprio sistema di potere - dice il presidente del Copasir - non si tratta di casi singoli come dice il premier ma di qualcosa che assomiglia alla rete degli anni ‘90″.

Secondo D’Alema “Berlusconi ha sottovalutato” la vicenda e “ho trovato incredibile la sua battuta sul fatto che certe cose accadono anche a preti e carabinieri. Questa vicenda fa venire alla luce la crisi di un sistema di potere, la crisi di un governo, la crisi di un leader che ha riportato il paese agli standard di corruzione della vecchia italia, della tanto vituperata prima repubblica”.

E come negli anni 90, D’Alema rievoca una soluzione politica di “unità nazionale”. “Se il governo cade è molto probabile che si vada alle elezioni perché Berlusconi le vuole molto più di Di Pietro. Però sarebbe più giusto un governo di transizione con chi ci sta, come nel ‘94. Non credo che in una democrazia parlamentare cambiare il premier sia un ribaltone. Nel ‘94 ci fu una fase di transizione e io ricordo che quando proposi al mio partito di sostenere Dini mi sentii dare del traditore ma attraverso quella fase noi costruimmo una nova prospettiva per il Paese, facemmo l’Ulivo e poi vincemmo e governammo 5 anni”. Il governo di transizione per D’Alema avrebbe il compito di fare una nuova legge elettorale e affrontare la crisi economica, e poi andare al voto. “Noi non sappiamo se il governo cadrà ma credo che più diciamo che se Berlusconi cade si va alle elezioni, più puntelliamo Berlusconi”.
“Il governo è al suo minimo storico di popolarità e consenso, secondo quanto emerge dagli ultimi sondaggi e credo che la manovra abbia contribuito perché ingiusta”, ha aggiunto D’Alema. “In un momento difficile i sacrifici vanno ripartiti secondo le possibilità di ciascuno ma la manovra alla fine colpisce solo i più deboli, perciò è sbagliata checché ne dica Tremonti”.  ”Siamo di fronte ad una grande crisi nazionale e il fallimento della destra rischia di portare con sè il destino degli italiani. Se la gente non torna a buttarsi nella mischia della battaglia sociale tra qualche anno potrebbe essere tardi”, ha detto ancora D’Alema. Quanto all’osservazione fatta oggi dal segretario del Pd Bersani, secondo il quale è il ministro dell’Economia a prendere tutte le decisioni in questo governo, D’Alema aggiunge una battuta: “Berlusconi comanda sulle cose che lo interessano, sul resto delega a Tremonti”.

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