mag
18
2010

Basta vincoli per le casse comunali: Regia regionale per il Patto di Stabilità

letta1Laura Puppato lo chiama due-tre volte «il dottor Letta». Ma lui, l’onorevole Enrico Letta, vicesegretario nazionale del Partito Democratico, sorvola e, quasi a sottolineare le distanze dallo zio Gianni, l’inappuntabile sottosegretario alla presidenza del Consiglio, si toglie la giacca e si rimbocca le maniche della camicia.
Un gesto simbolico all’incontro promosso in sala Paladin per promuovere la modifica del patto di stabilità: «I nostri problemi al Nord, e in particolare nel Nordest - sottolinea Letta - possono essere affrontati solo se ripartiamo dai nostri sindaci. Penso alle tante facce di primi cittadini che prendono la maggioranza in quei comuni in cui, alle Politiche o alle Regionali, gli elettori non ci premiano. La nostra iniziativa sbugiarda quello che la Lega dice tutti i giorni. Basti pensare a quel taglio del 18% dei trasferimenti ai Comuni veneti, rispetto al 2003: vuol dire aver contribuito al risanamento del deficit pubblico più di ogni altro settore. Venerdì e sabato, all’assemblea nazionale del Pd, parleremo per una piccola parte delle cose interne al partito e dedicheremo largo spazio alle cose che interessano agli italiani. Leghisti e berlusconiani - prosegue il segretario nazionale del Pd - non ci vengano a parlare di nessuna forma di compartecipazione ai sacrifici se Berlusconi, su questo tema, non ci mette la faccia».
Nel dibattito tiene banco pure la proposta del leghista Roberto Calderoli di tagliare del 5% lo stipendio dei ministri: «Siamo favorevoli, ma la proposta di Calderoli è insufficiente. Ricordo che il governo Prodi aveva tagliato del 30% l’indennità dei ministri e dei sottosegretari. Intanto annoto che il sottosegretario all’Economia (Daniele Molgora, ndr) è pure presidente della Provincia di Brescia e che il ministro Brunetta fa pagare al contribuente tre pagine su un quotidiano nazionale per annunciare che inaugura il Forum della Pubblica amministrazione».
Infine l’accusa alla Lega di fare il gioco delle tre carte: «Due anni fa ci avevano detto che questa era la legislatura del federalismo fiscale. A Roma, invece, impera il centralismo. Intanto però si fanno i tagli. L’impressione, netta, è che questo governo il federalismo non lo farà mai. Ecco perché bisogna intervenire sul patto di stabilità: premiando le amministrazioni virtuose e stimolando quelle che non rimuovono gli sprechi».
Come intervenire? Laura Puppato, capogruppo del Pd a Palazzo Ferro Fini, va al sodo: «Presenteremo una proposta di legge che riprende il modello regionalizzato del Piemonte, che prevede un monitoraggio periodico della situazione di bilancio degli enti locali e la possibilità per la Regione di fungere da stanza di compensazione. Nel solo 2009, in Piemonte, sono stati sbloccati 80 milioni di euro a favore di una trentina di Comuni».

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