1° Maggio: la Crisi morde sempre di più
La Festa dei Lavoratori anche quest’anno si celebra in un clima difficile di incertezza e tensione: la Crisi economica infatti è sempre più acuta e all’orizzonte non si profilano segnali di ripresa. Al contrario il Report Regionale a marzo 2010 indica un sostanziale peggioramento. E’ questo ciò che emerge con nettezza dai dati pubblicati in questi giorni dalla Direzione Regionale e da Veneto Lavoro. Dati che parlano chiaro e che manifestano una tendenza negativa anche per il 2010: i primi tre mesi dell’anno presentano tutti gli indicatori in peggioramento. Per avere un’idea della gravità del fenomeno basta scorrere le prime tre analisi che riguardano l’apertura di procedure aziendali di crisi, il numero di aziende in crisi, le ore di cassa integrazione e i licenziamenti.
Nel primi 3 mesi del 2010 le procedure di crisi aperte in provincia di Padova sono 83 rispetto alle 55 dello stesso periodo del 2009 e in Veneto si passa dalle 256 del 2009 alle 359 di marzo 2010. Se poi si guarda il numero di lavoratori coinvolti da tali procedure si avverte tutta la drammaticità del fenomeno se si pensa che da 1079 lavoratori coinvolti nel 2009 arriviamo oltre 2700 unità su un organico di 3800 in provincia di Padova (42,6%). I dati del veneto non sono più incoraggianti: si passa da 5900 unità a 8000 nel 2010 su un organico di 21000 (37%).
Le Procedure concluse con crisi aziendale (con o senza accordo) confermano il dato: 37 le imprese in crisi nei primi tre mesi del 2009 e 73 (il doppio) nei primi tre mesi del 2010. In Veneto si passa da 181 a 363 (anche qui il doppio). I lavoratori coinvolti nei primi tre mesi del 2009 erano 5910 mentre nei primi tre mesi 2010 sono 11890.
L’analisi di lungo periodo evidenzia che l’ammontare complessivo di ore di Cassa integrazione autorizzate nel 2009 è stato largamente superiore a quello osservato nella precedente crisi (1993-1994) caratterizzata da forte ricorso a questo strumento di sostegno del reddito.
Nel biennio 1993-1994 (media annua del biennio) sono state autorizzate 25 milioni di ore di Cassa integrazione mentre nel 2009 siamo passati a 81 milioni di ore. Ciò che spaventa è che il dato trimestrale complessivo nel 2010 (quasi 10 milioni di ore) è comunque quasi il doppio di quello del corrispondente trimestre 2009 (5,6 milioni). Ultimo dato: si è registrato un aumento considerevole degli inserimenti nelle liste in mobilità a seguito dilicenziamenti collettivi (ex l. 223/1991). Nel corso del 2008 i licenziamenti collettivi sono stati poco meno di 7.000 (+ 11% rispetto al 2007. Nel 2009 si è toccata la cifra di 10.000 licenziamenti, largamente al di sopra del dato dell’anno precedente. Negli ultimi 3 mesi sono stati 2620 rispetto ai 2200 dei primi tre mesi del 2009. Ancor più netto risulta l’incremento dei licenziamenti individuali attivati dalle piccole imprese con inserimento in lista di mobilità ex l. 236/1993. Nel 2008 avevano sfiorato le 13.000 unità, nel 2009 hanno superato le 23.000 unità confermando anche da questo punto di vista il peggioramento complessivo.
Una tendenza davvero drammatica in particolar modo se si pensa che dietro questi numeri ci sono famiglie intere che non arrivano a fine mese e che gli strumenti della cassa integrazione hanno un termine. Tra alcuni mesi molte famiglie non godranno più degli ammortizzatori e la lacerazione del tessuto sociale si farà più aspra. Quali provvedimenti intendono prendere la regione e il governo per affrontare una situazione così drammatica? Allo stato attuale non si avverte da parte della Destra alcuna coscienza del fenomeno e soprattutto nessuna volontà politica di porvi rimedio. Il Comune di Padova di fronte alla Crisi ha attivato tutti gli strumenti in suo possesso per venire incontro alle famiglie in difficoltà rinnovando il fondo contro la crisi per i dipendenti che abbiano perso il lavoro, impegnandosi a destinare i fondi recuperati dall’evasione fiscale al medesimo obiettivo e destinando gli 800.000 euro del rendiconto consuntivo di Bilancio ad interventi sociali per le famiglie stesse. E la Destra è persino riuscita a votare contro un simile provvedimento.
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