feb
06
2010

Il Pd stoppa il nuovo inceneritore a Sant’Urbano

bgnMattino di Padova 6-2-2010 - Un altro termovalorizzatore a Sant’Urbano, nella Bassa? «No, grazie. Servirebbe solo a smaltire i rifiuti delle altre province meno virtuose». La risposta è dell’onorevole Alessandro Naccarato, che assieme al consigliere comunale Gianluca Gaudenzio e a quello provinciale Boris Sartori, rilancia la tematica dello smaltimento dei rifiuti. Chiedendo una presa di posizione precisa al candidato leghista Luca Zaia. L’assunto del Pd è semplice: i tre termovalorizzatori in funzione, a Padova, Schio e Marghera, sono in feudi del centrosinistra. Sinonimo, in questo caso, di «partito che dove governa sa smaltire bene i rifiuti». L’esempio è quello dell’inceneritore di Camin, che con l’apertura della terza linea brucerà 180 tonnellate di spazzatura all’anno: «Raggiungendo l’autosufficienza per Padova e cintura». Ed ecco quindi il no secco alla possibilità di costruire un altro termovalorizzatore in provincia. «Diventeremmo il punto di raccolta della spazzatura del Veneto, visto che la nostra ce la smaltiamo da soli» spiega Sartori.
Per gli esponenti democratici quella indicata da Padova è la strada da seguire in futuro. «Le discariche che abbiamo in Veneto hanno solo 10 anni di vita davanti, oltre a tutti i problemi di inquinamento e di impatto ambientale conosciuti» spiegano i tre. Ma come si smaltisce in regione? Su 2 milioni e 400 mila tonnellate di scarti prodotti il 54% va nella raccolta differenziata, mentre il residuo di 1 milione e 100 mila tonnellate ha un percorso molto più articolato: 319 mila direttamente in discarica, 166 mila nei termovalorizzatori e 627 mila vengono trattate. Su questi ultimi (che dopo il trattamento dovrebbero essere bruciati) scatta il paradosso: la quasi totalità torna in discarica. Spesso fuori dalla Regione, come dimostrano le 286 mila tonnellate di rifiuti esportati. Il trio del Pd indica la strada da percorrere: «Bisogna continuare a puntare sulla raccolta differenziata, che può crescere ancora. Dall’altro lato sì ai termovalorizzatori e no alle discariche, dannose ed inquinanti». In Veneto infatti si brucia, come conto totale, solo il 7% dei rifiuti, un punto sotto la media nazionale e lontani anni luce dal 30% richiesto dall’Unione Europea.

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