AAA futuro cercasi….
Il Partito Democratico è un progetto politico di spessore e di prospettiva ma in Veneto è ancora una grande scommessa: unire le tradizioni riformiste e progressiste per dare vita al PD ha significato in questi anni un paziente lavoro di cesello per costruire visione politica e modalità di intervento che aprissero spazi di manovra in un territorio ricco e in continuo movimento. Ci siamo confrontati con il cambio di generazione tra i fondatori delle imprese e i loro figli, con un immigrazione lasciata a se stessa dalla Bossi-Fini, con un’imposizione fiscale non compresa dai cittadini, con la crisi economica che ha lasciato a casa molti lavoratori e sta mettendo in serie difficoltà centinaia di famiglie. In realtà sono moltissimi i settori che hanno interrogato la coscienza e le intelligenze che stanno nel PD, ma sempre nelle risposte che abbiamo formulato si ritrova un filo conduttore: entrare in sintonia con i cittadini e provare a governare i processi di trasformazione sia del territorio come anche delle vicende più squisitamente politiche. Oggi il PD ha di fronte a sè l’ennesima sfida: allargare il campo di gioco, costruire un’alleanza larga che consenta ai Veneti di avere un’alternativa competitiva per la nostra Regione. La destra, dopo i 15 anni di Galan, si presenta alle prossime elezioni regionali con un candidato leghista, Luca Zaia, ma perde dalla sua coalizione il partito dell’UDC che in Veneto ha un posto importante nella sensibilità dell’elettorato. La candidatura di Zaia ha già prodotto più di qualche malumore nelle fila del Popolo delle Libertà e sicuramente non viene letta come una candidatura adatta a rispondere ai moderati della nostra Regione. L’UDC ha già presentato il suo candidato per governare il Veneto e ha invitato tutto il Centrosinistra a fare squadra per evitare anni di governo Leghista in Veneto. In questa fase alcuni partiti del Centrosinistra, invece di cogliere l’occasione, stanno ponendo veti sulla candidatura di Antonio de Poli che, va ricordato, è il terzo uomo dell’UDC dopo Casini e Cesa. Un pezzo importante del Centrodestra decide di passare con il Centrosinistra e la risposta di questi partiti si limita a chiudere la porta minacciando di voler rompere la coalizione di Centrosinistra. Ieri nel corso della Direzione Regionale alcuni esponenti di spicco del PD hanno affrontato questa vicenda nei loro interventi e hanno spiegato quello che da qualche mese andiamo dicendo: il PD è il Partito che per la sua natura e per la sua forza deve guidare la coalizione ma questo non significa che deve necessariamente esprimere al suo interno la candidatura del Presidente. Piuttosto date le condizioni dovrebbe lavorare perchè si costruiscano le condizioni per una convergenza larga su un progetto politico che sia convincente per i Veneti. Questo progetto non può non fondarsi su alcune considerazioni. I partiti del Centrosinistra nei sondaggi si fermano (tutti insieme) poco oltre il 30% mentre la fase politica vede la Destra godere di consensi che fanno presupporre una vittoria quasi scontata. Non vi è chi non veda come lo spostamento dell’UDC potrebbe spostare sensibilmente i pesi delle due coalizioni. Sarebbe un passaggio coraggioso e difficile, nessuno se lo nasconde. Però chi, come noi, vuole assumersi la responsabilità di governare i processi per migliorare le condizioni di vita di tutti, ha l’obbligo di tentare, di fare ogni sforzo per giocare fino in fondo la partita. Non dimentichiamoci che quest’anno anche il Comune di Venezia vota il rinnovo dell’amministrazione e a livello nazionale il PD sta aprendo all’UDC in molte regioni. Il futuro della città di Venezia è una priorità di cui farsi carico perchè si tratta di decidere della presenza e della capacità di incidere in quei processi di cui prima accenavo per i prossimi 10-15 anni. Anche a Venezia la vicenda è legata all’ingresso dell’UDC nella coalizione ed escludere questa possibilità significa mettere seriamente a rischio il Comune Capoluogo storicamente governato bene dalla nostra coalizione e magari innescare una spirale negativa rispetto ai comuni più importanti come Vicenza e Padova. Esserci o non esserci cambierà la vita di molte persone e anche la prospettiva del PD. Per questo resto convinto che posizioni di semplice testimonianza non ci appartengano come sono certo che costruire una proposta politica significhi offrire una alternativa credibile per il più vasto numero di persone e non scegliere la via che mette al riparo la nostra identità. Con un immagine direi che è meglio andare sul campo di battaglia a viso aperto e con coraggio piuttosto che chiudersi nel proprio fortino e provare a resistere all’assedio. Il tavolo del Centrosinistra allargato all’UDC avrà il compito di sciogliere i dubbi che ancora resistono e decidere in che direzione andare: poi serve un programma chiaro e un presidente condiviso. Il primo ingrediente però deve rimanere il senso di responsabilità per adottare decisioni che disegnino futuro e che non si limitino fotografare la realtà che invece noi tutti vogliamo cambiare.
Gianluca Gaudenzio
Nessun commento »
RSS feed for comments on this post. TrackBack URL









