feb
25
2009

La magistratura imbavagliata

magistraturaCon la legge sulle intercettazioni telefoniche, il governo imbavaglia le indagini della magistratura e delle forze dell’ordine, colpendo gravemente la sicurezza dei cittadini. E’ l’ennesima dimostrazione delle chiacchiere demagogiche del Pdl e della Lega sul tema della sicurezza. La destra, infatti, in nome di una falsa volontà di tutela della privacy, vuole indebolire uno strumento essenziale di indagine come le intercettazioni telefoniche. Queste potranno essere utilizzate soltanto per reati legati alla criminalità organizzata e al terrorismo. Per altri gravissimi reati, invece, le intercettazioni dovranno essere autorizzate solo in presenza di «gravi indizi di colpevolezza».
Crimini come gli omicidi, le rapine, le truffe, i reati ambientali e sanitari, le frodi bancarie, lo sfruttamento dei minori e la violenza sessuale non potranno più essere combattuti utilizzando questo strumento investigativo. Se un reato sarà commesso da ignoti, le intercettazioni potranno essere utilizzate solo se a richiederlo è la vittima e solo sull’utenza della vittima.
Ma quanti sono, per esempio, i violentatori sconosciuti che dopo aver commesso il reato telefonano alla propria vittima? Senza contare che l’attività d’indagine, doverosa e affidata agli organi dello Stato, viene così delegata alla volontà soggettiva della persona offesa. Il fatto, poi, di autorizzare le intercettazioni solo in presenza «di gravi indizi di colpevolezza» presuppone che venga individuato a priori un colpevole, a prescindere dall’esito di un regolare processo. Ma allora che senso avrebbe avviare un’intercettazione quando si conosce già il colpevole?
Inoltre, il governo ha previsto la possibilità di utilizzare le intercettazioni telefoniche per un tempo limitato di massimo sessanta giorni. E’ una scelta insensata: il tempo è troppo poco per individuare i responsabili di gravi reati. Come se non bastasse, la legge sulle intercettazioni della destra indebolisce fortemente l’azione degli enti locali nel contrasto alla criminalità e al degrado urbano. Infatti, equiparando le riprese visive e audiovisive alle intercettazioni telefoniche, tutto ciò che sarà videoripreso senza l’autorizzazione preventiva del Tribunale collegiale sarà inutilizzabile al fine processuale.
Le telecamere che oggi molti Comuni utilizzano per la videosorveglianza di siti di interesse pubblico e per garantire la sicurezza di vaste aree cittadine saranno quindi del tutto inutili. Le amministrazioni locali potranno disporre le telecamere solo in presenza dei «gravi indizi di colpevolezza». Ciò vuol dire che, per installare una telecamera in un parco dove è noto che si incontrano spacciatori e consumatori di sostanze stupefacenti, bisognerà prima individuare e identificare chi spaccia e poi installare la telecamera.
Con questa legge la destra non garantisce la sicurezza dei cittadini, anzi rende inefficace l’azione investigativa e di repressione di reati gravi. Il Partito democratico si impegnerà con determinazione in Parlamento e nel Paese per garantire la sicurezza di tutti con i fatti e non con la propaganda, e per assicurare maggiori risorse e mezzi efficaci di indagine alla magistratura e alle forze dell’ordine.

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