nov
24
2009

Pubblicità fuori dalle scuole: stop

jpg_1776872-1Merendine, bibite o figurine in offerta fuori dalle scuole? Entro fine mese non sarà più consentito. Novità in vista per il regolamento comunale sulla pubblicità. La proposta di riorganizzazione è stata approvata in giunta su suggerimento degli assessori Umberto Zampieri, responsabile dei Tributi e Marta Dalla Vecchia, alla quale è giunta la segnalazione di quanto avviene, in molte occasioni, fuori dalle scuole elementari e medie cittadine.  L’atto approda stasera in Consiglio Comunale e in questa sede come PD abbiamo specificato il divieto contenuto all’art.24 chiarendo che il divieto della distribuzione viene esteso a tutte le scuole del Comune ma solo per le offerte commerciali.

Il provvedimento prende le mosse dalle legittime lamentele dell’Adiconsum e dei genitori dei bambini che si sono rivolti ai presidi delle scuole prese di mira. «Abbiamo deciso di proibire questo tipo di pubblicità, che ad oggi è consentita dalle normative nazionali, ma che approfitta di una fascia da proteggere, quella dei bambini» spiega l’assessore Dalla Vecchia. Gli studenti, soprattutto quando frequentano le scuole medie, spesso vanno a scuola da soli e quindi non hanno neanche il filtro dei genitori nel ricevere il volantino pubblicitario. Con l’occasione Zampieri ha deciso di mettere mano all’intero regolamento, con l’obiettivo di semplificare le procedure di pagamento della tassa ai commercianti in modo da rendere più facile la vita a loro, e di recuperare una parte dell’evasione. «In tempi di crisi anche 200, 300 mila euro sono importanti da recuperare». La proposta di revisione è stata discussa dalla commissione tributi il 20 novembre. Ed ecco i nuovi provvedimenti: in tempi di saldi o vendite promozionali sarà molto più semplice pagare l’imposta per la pubblicità sulla vetrina: basterà infatti presentare una dichiarazione all’ufficio tributi.

«Abbiamo anche stabilito un termine preciso per gli impianti pubblicitari fissi. Fino ad ora non si capiva bene quando andava saldato l’importo della tassa: il termine deciso è entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio comunale» chiarisce Zampieri.

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