ott
29
2009

Il Veneto perde 180 mila posti di lavoro

epifaniSabato 7 novembre manifestazione in piazza a Treviso con Epifani - VENEZIA. Attesi a Treviso in 10 mila sabato 7 novembre per la manifestazione regionale organizzata da Cgil Veneto alla quale parteciperà il segretario Guglielmo Epifani. Due cortei manifesteranno per proporre riforme generali degli ammortizzatori sociali, nuove manovre sulla fiscalità e redistribuzione della ricchezza.

«A Treviso manifesteremo in maniera ordinata e pacifica per rendere evidente il disagio sociale che investe il Veneto e per proporre delle vie d’uscita dalla crisi» spiega Emilio Viafora, segretario generale Cgil Veneto. Una crisi economica che, contrariamente a quanto indicato da politici e bancari, continua a mordere il Nordest e mostra a settembre la peggiore performance in termini di cassa integrazione con 9.259.406 ore di cig e cigs autorizzate. Tra gennaio e settembre 2009 la provincia di Venezia registra oltre 4,7 milioni di ore di cassa integrazione, più del doppio dei 2,2 mln di ore registrate nell’intero 2008. Situazione che peggiora nel padovano, dove le ore autorizzate fino a settembre sono state 9,5 mln. Il picco delle autorizzazioni di cassa integrazione però spetta alla marca trevigiana, che a settembre conta oltre 10 mln di ore. «Quest’anno oltre 287 mila veneti sono stati interessati da ammortizzatori sociali, un lavoratore su cinque - argomenta Viafora - e per moltissimi questi provvedimenti tampone stanno arrivando al termine, mentre per 49 mila già sospesi dal lavoro, gli ammortizzatori non sono ancora partiti». Dati a cui vanno aggiunte le cifre sull’occupazione. Secondo le stime Cgil, ad oggi l’occupazione è scesa di oltre 130 mila unità ed entro fine anno il Veneto avrà circa 180 mila occupati in meno e un migliaio di aziende con procedure di crisi aperte. Da gennaio a settembre 2009 i lavoratori in mobilità nel veneziano sono 3.221, nel padovano 5.402, mentre nel trevigiano sono 5.544. «Il dato più preoccupante sono le 30 mila domande di sussidio di disoccupazione già respinte dall’Inps perché non rispondono al requisito minimo di aver lavorato per almeno un anno nel biennio precedente il licenziamento» spiega Patrizio Tonon, segretario regionale Cgil settori produttivi e industria. Per lo più lavoratori somministrati, i giovani assunti tramite agenzia interinale rimangono emarginati dal mondo del lavoro. «A loro - sottolinea Tonon - si sommano i 41 mila disoccupati che, da gennaio 2010, avranno diritto al 35% della retribuzione». Una situazione di crisi ancora grave, che attanaglia in primis la provincia di Treviso, seguita da Vicenza e Venezia, ma che presenta aspetti preoccupanti anche nel bellunese, dove l’occupazione registra -10%.

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