ott
31
2009

Ue, ipotesi D’Alema agli Esteri

dalemaROMA. Prende quota la candidatura di Massimo D’Alema a ministro degli Esteri dell’Unione europea. Berlusconi fa buon viso e fa capire che il governo sosterrà il suo nome per una carica di primissimo piano internazionale.
«Gli sono grato», commenta D’Alema, e «onorato» di essere entrato nella rosa dei candidati.
L’esponente del Pd è stato infatti candidato dai leader socialisti europei alla seconda poltrona più importante della nuova Europa dopo quella di presidente del Consiglio. Le due cariche previste dal Trattato di Lisbona che mirano a dare più forza alla Ue anche a livello politico. Bocciata la candidatura di Tony Blair alla presidenza, i socialisti presenti al vertice dei capi di Stato e di governo riunito a Bruxelles hanno fatto sapere di aspirare alla poltrona di ministro degli esteri, lasciando la carica di presidente al Ppe. E hanno proposto una lista di sei nomi, fra cui quello di D’Alema.
La strada del candidato italiano si presentava tutta in salita, dato che per avere qualche chance deve essere supportata dal proprio governo nazionale (il ministro degli esteri europeo sarà infatti anche vice presidente della Commissione europea e in questo caso Antonio Tajani, Pdl, dovrebbe fare le valigie). «Il problema di Massimo D’Alema - sottolineava così Diego Lopez Garrido, segretario di Stato spagnolo - è che lo deve proporre Berlusconi».
Ieri pomeriggio Palazzo Chigi ha però assicurato di non voler remare contro. «Il presidente Berlusconi, forzatamente assente al vertice», ha assicurato un comunicato diffuso dalla presidenza del Consiglio, «qualora emergesse in concreto la possibilità per l’Italia di ottenere l’assegnazione di una di quelle cariche», valuterà «con serietà e responsabilità» le candidature capaci di assicurare al Paese «un incarico di così alto prestigio».
E Franco Frattini conferma: «Valuteremo tutti i nomi dal primo all’ultimo senza far questioni di maggioranza o opposizione». Dopo non essere riusciti a imporre un proprio uomo come presidente del Parlamento europeo, il governo di centrodestra si potrebbe trovare così nella posizione di dover giocoforza sostenere la candidatura di uno dei principali esponenti dell’opposizione a un incarico di primissimo piano internazionale.
«Non mi sono candidato a nulla», ha voluto sottolineare da parte sua D’Alema dopo aver appreso la notizia che il suo nome era fra quelli proposti dal Pse. «Sono onorato di questo fatto. So che ci sono candidati più forti di me. Non ritengo di avere molte possibilità ma il fatto di essere inserito in questa short-list mi onora». «Sono grato - ha poi aggiunto - al governo italiano per aver detto che da parte italiana ci sarà un sostegno e non un’opposizione».
Chi non ha dubbi è Pier Ferdinando Casini secondo cui il governo «ha un’occasione irripetibile» per dimostrare che l’Italia viene sempre prima delle dispute politiche interne. Se la famiglia socialista proporrà D’Alema, dice il leader dell’Udc, «mi auguro vivamente che Berlusconi appoggi con convinzione questa scelta».

Written by admin in: ...nel PD |

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