«Scuola in ginocchio senza 8 miliardi»
ROMA. La Cisl ha manifestato a Roma contro il piano Gelmini che ha messo la «scuola in ginocchio» con tagli per 8 miliardi di euro.
Non si placa la protesta contro i tagli e la riforma voluta da viale Trastevere e a scendere in piazza questa volta è stata la Cisl, con in prima fila il segretario generale, Raffaele Bonanni che, insieme a Francesco Scrima segretario di Cisl-Scuola, ha chiesto al governo di aprire un tavolo di discussione alleggerendo il piano-scuola perchè al momento «non ci sono i servizi essenziali e il tempo pieno non è agibile».
Numeri alla mano quest’anno la scuola ha 37 mila alunni in più ma 42 mila docenti in meno con 4 mila classi in meno e quindi più affollate. In queste condizioni «è impossibile immaginare che si possa appesantire ancora di più la situazione con in nuovi tagli previsti per il prossimo anno, pari a 25 mila docenti e 15 mila non docenti. Secondo il ministro, invece, «una scuola che spende il 97% del bilancio in stipendi rinuncia alla qualità, al merito, alla formazione e al miglioramento dell’edilizia scolasticà. Con il rischio che sia solo un «ammortizzatore sociale».
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