ott
09
2009

sosteniamo Bersani alle primarie del 25 ottobre

7025_1127194976280_1119341247_30316085_4622076_nVotiamo e sosteniamo Pierluigi BERSANI
Perché il PD di Veltroni e Franceschini ha deluso le aspettative che aveva suscitato, perdendo voti invece di allargare i consensi in tutte le direzioni!
Perché invece di fondare un partito mai visto nella storia italiana, radicato nel territorio e con una riconoscibile identità politica, si è cercata la suggestione mediatica.
Perché dopo aver ottenuto la straordinaria partecipazione popolare di 4 milioni di cittadini alle Primarie, non si è riusciti a costruire una organizzazione plurale ed aperta in grado di coinvolgerli.
I nostri problemi vengono dal non aver collocato il progetto PD su basi solide! Per questo il Congresso sarà un Congresso fondativo.

Perché l’identità plurale dei democratici nasce dalla sintesi delle culture fondative dell’Ulivo In futuro, a partire dall’azione politica concreta, dovremo porre molta cura nella ricerca e nell’elaborazione della nostra identità culturale di fronte ai grandi temi del mondo contemporaneo.

Perché vogliamo un partito popolare rivolto ad un vasto arco sociale, dai ceti meno abbienti, ai ceti produttivi, alle nuove generazioni, e perché decidiamo di essere presenti in ogni luogo con esperienze e linguaggi legati alla vita reale delle persone. Non siamo classisti, elitari, populisti perché pensiamo che tutti possano, anzi, debbano ragionare con la propria testa.

Perché vogliamo un partito riformista: crediamo che l’uomo possa cambiare le cose e che le cose possano essere migliorate. Per questo abitiamo le forze progressiste ovunque nel mondo e per questo partecipiamo da protagonisti all’Alleanza fra socialisti e democratici nel Parlamento europeo.

Perché vogliamo un partito dell’uguaglianza secondo l’ispirazione del cattolicesimo democratico e della sinistra democratica e liberale, perché crediamo in un mercato aperto e regolato, ma non intendiamo affidare al mercato il controllo di beni essenziali come la salute, l’istruzione e la sicurezza.

Perché vogliamo il partito delle donne e degli uomini: crediamo che la differenza di genere sia una risorsa per la democrazia e per promuovere lo sviluppo umano. Nel secolo passato è stata una grande forza del cambiamento della società, dal suffragio universale, alle lotte di emancipazione, all’obiettivo delle pari opportunità, dell’autodeterminazione e della libertà di scelta. Con la sua concreta azione riformatrice il PD invera questi principi nell’Italia di oggi e di domani.

Perché vogliamo un partito laico rispettoso delle fedi e delle convinzioni morali di ciascuno. Siamo convinti che lo Stato sia la casa di tutti e che si debba garantire a tutti libertà di coscienza e di culto e che si debbano tener distinte le convinzioni religiose, filosofiche e morali – nutrimento del cammino esistenziale di molti – dalle leggi che regolano i comportamenti di tutti.

Perché vogliamo il partito dei lavori e dei ceti produttivi: ogliamo tornare nei luoghi in cui si fatica e si produce, ascoltare chi intraprende e chi rischia in proprio. Vogliamo promuovere una nuova dignità del lavoro contro la rendita e il profitto sganciato dal merito. Vogliamo parlare a chi il lavoro non ce l’ha o convive con insopportabili forme di precariato.Vogliamo contrastare ogni forma di sfruttamento e insicurezza, così come la conservazione corporativa di privilegi e monopoli.

Perché vogliamo il partito dei diritti civili: crediamo nella dignità, nell’autonomia, nella libertà, nell’uguaglianza di tutte le persone; siamo contrari ad ogni forma di discriminazione e contrari ad uno Stato che tenda a sostituirsi alla libertà e alla responsabilità dell’individuo.

Perché vogliamo un partito ambientalista, siamo consapevoli che la Terra è una sola. Il rispetto per l’ambiente è il rispetto che dobbiamo alla nostra stessa casa. Non crediamo che sviluppo e ambiente siano fra loro alternativi; al contrario l’ambiente è una risorsa essenziale per la crescita sostenibile, per l’innovazione e il ripensamento dei modelli di consumo.
Perché vogliamo il partito dei territori e della sussidiarietà. Per noi non c’è un centro che decide e una periferia che obbedisce, ma un equilibrio virtuoso tra i diversi livelli decisionali, sia per quanto attiene alle istituzioni che per il Partito.

Perché vogliamo il partito dei giovani perché scommettiamo sul futuro del nostro Paese stando dalla parte di chi bussa alla porta e non di chi la tiene chiusa. Per restituire ai giovani il desiderio di cambiare il mondo.

Perché vogliamo il partito della conoscenza e dei saperi; abbiamo fiducia nell’ingegno umano, crediamo che senza sapere non ci sia libertà, consideriamo prezioso il riconoscimento dei meriti dei giovani ricercatori. Ci impegniamo a difendere la libertà della ricerca scientifica e intellettuale, a promuovere l’accesso universale alla conoscenza, a garantire la libera circolazione dei saperi.

Perché vogliamo il partito dei cittadini e del nuovo civismo: crediamo nella libertà dell’individuo e nelle risorse di una comunità solidale. Ciò trae forza e senso da antiche radici che oltrepassano largamente le vicende degli ultimi decenni. Radici di emancipazione e di riscatto, di autorganizzazione, di solidarietà, di autonomia che furono premessa vivente delle grandi formazioni politiche popolari all’affacciarsi del secolo scorso. Si formò allora l’idea che prendendo le parti di chi lavora e produce e di chi è più debole e subordinato, sia possibile costruire una società migliore per tutti. Noi quella società vogliamo costruire, non solo immaginare.

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