Piano casa sotto accusa: «Vantaggi solo ai proprietari di ville e capannoni»
Il nuovo Piano casa, inventato dal governo Berlusconi-Tremonti e diventato legge del Veneto da venerdì mattina, dopo che è stato pubblicato sul bollettino regionale, viene giudicato dall’Uppi (Unione dei Piccoli proprietari padovani, 3000 iscritti) senza grande entusiasmo.
«Una delle poche cose positive contenute all’interno del Piano è la velocizzazione delle pratiche comunali per effettuare ampliamenti oppure ristrutturazioni edilizie, i cosiddetti moduli Dia», osserva il vice-presidente dell’Uppi, Giovanbattista Varotto (il presidente è Silvio Barbiero, figlio del mai dimenticato Maurizio). «Per il resto la nuova legge regionale - afferma - non regala proprio niente a noi piccoli proprietari anche perché le spese, che dobbiamo sostenere per eventuali ristrutturazioni, sono talmente pesanti che annullano l’accresciuto valore del singolo appartamento».
Varotto spiega il concetto con un esempio concreto: «La legge ci dà la possibilità di ampliare un’abitazione di 600 metri cubi di altri 120 m3, pari a 40 mq2, con un costo di costruzione medio pari a 80.000 euro. E’ una cifra troppo alta per spingere i proprietari di pochi appartamenti ad effettuare l’investimento perché, successivamente, non riuscirebbero mai a recuperare i soldi spesi. Insomma, per invogliarci a tornare a farci investire di nuovo sul mattone e, quindi, a rilanciare in concreto l’intero sistema casa, governo e regione avrebbero dovuto concederci più benefici».
Ancora più esplicito è il ragionamento che fa un altro vice-presidente dell’Uppi. «Il Piano casa, che in tutto durerà da 20 a 24 mesi, agevola soltanto i proprietari di singole ville oppure di capannoni nelle zone artigianali ed industriali - sostiene Fabio Caporale -. Nel piano non è previsto nessun beneficio specifico per i proprietari dei singoli appartamenti all’interno dei condomini. Al massimo chi possiede un’abitazione in una grande (o piccola) palazzina potrà chiudersi soltanto la veranda. Sostanziali i vantaggi per coloro i quali posseggono capannoni e ville isolate, che non sono contigue con altri corpi edilizi. Ad esempio il proprietario di una casa singola, da venerdì scorso, ha la possibilità di costruire addirittura un altro piano sopra il piano terra. Non è roba di poco conto. Vanno bene anche i titolari dei capannoni industriali. In questo caso le istituzioni dovranno fare molta attenzione al possibile degrado ambientale».
Caporale ha un’ulteriore osservazione: «Prima di approvare la nuova legge regionale si è parlato così tanto di tutela del paesaggio urbanistico nei centri storici che, all’interno de Piano casa anche tutto il centro storico di Padova è risultato tutelato in eccesso».
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