lug
08
2009

«Questi signori ragionano come mafiosi. La legge non esiste soltanto per gli altri»

noglobal«Ammiro Giancarlo Caselli, un grande magistrato: è giusto arrestare chi è violento e viola la legge». Flavio Zanonato commenta davanti alle telecamere gli arresti avvenuti lunedì scorso nell’area no global. E nel farlo guarda con fiducia al gran lavoro della Procura di Torino, senza dimenticare ovviamente anche quella padovana. «I fatti sono chiari e dimostrati da precise riprese televisive - approfondisce il sindaco - Siamo in presenza di persone che arrivano alle manifestazioni per creare l’incidente e mi pare difficile sostenere il contrario. E’ successo diverse volte anche in città». Non è la prima volta, infatti, che fotografie e riprese immortalano scontri e incidenti durante una manifestazione: tutto materiale che poi viene utilizzato nei processi contro chi è sospettato di aver commesso un reato.
E’ la prima volta però che si arriva a far scattare le manette. «Le manifestazioni contro le basi militari o contro il G8 sono liberissime. E la loro forza è nella capacità di mobilitare tanta gente - sostiene Flavio Zanonato - Quando invece vengono mobilitate pochissime persone violente ed aggressive che producono devastazioni, allora questi signori devono trovarsi di fronte anche una reazione molto ferma. Non possono pensare che la legge esista solo per gli altri».
Non un passo indietro dunque, nel rapporto con l’area antagonista: il rispetto delle leggi, sempre e dovunque, prima di tutto. E anche di fronte alla minaccia di ritorsioni Zanonato non esita ad attaccare: «Questi signori hanno la struttura mentale tipica dei mafiosi, arrivando perfino a minacciare pensando di intimorirmi», sottolinea il primo cittadino, che da due anni vive «sorvegliato» da una scorta. Un agente delle forze dell’ordine, infatti, lo segue in ogni suo spostamento, dalla mattina quando esce di casa fino al rientro che spesso è a tarda notte. Un provvedimento deciso dalla questura subito dopo lo sgombero del centro sociale Gramigna, motivato con il rischio di eventuali ritorsioni. Un rischio che adesso è forse ancora più alto. Dopo gli arresti di lunedì, infatti, Zanonato è stato indicato come il «mandante politico» dell’operazione, avvenuta qualche settimana dopo il voto che lo ha riconfermato sindaco di Padova. «Non esistono i mandanti in queste cose - ribatte il primo cittadino - Ci sono i fatti: le forze dell’ordine hanno trovato un sacchetto con 500 biglie di ferro e alcune fionde per lanciarle contro la polizia. Un’attività che non è concessa né a loro né a nessun altro. E se uno lo fa viene perquisito, denunciato e spero anche condannato». Una perquisizione, quella a cui si riferisce Zanonato, avvenuta nell’area della festa di radio Sherwood, nel parcheggio nord dello stadio Euganeo. Un fatto che rende ancora più tesi i rapporti tra l’amministrazione di centro sinistra e l’area antagonista dell’Onda e degli attivisti del Pedro. Nel 2010, infatti, anche il centro sociale di via Ticino dovrà essere sgomberato, per far posto a un piano di riqualificazione che prevede un centinaio di alloggi di edilizia popolare. «Queste persone si rendono conto che non hanno più alcuno consenso in città? - chiude il sindaco - I loro voti sono un sotto insieme di quelli che ha preso la candidata Aurora d’Agostino. Ormai sono isolati».

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