Via Anelli, pronto il piano di recupero
Quattro palazzine nuove in via Anelli, nella stessa posizione di quelle ormai chiuse dell’ex Bronx. Più una quinta palazzina, costruita ex novo sul terreno verso via De Besi, dove oggi è ancora in piedi il famoso muro. Ecco come rinascerà il complesso Serenissima: il piano di iniziativa pubblica è pronto, ma fermo in Regione in attesa di una presa d’atto degli uffici urbanistici.
Non più mini-appartamenti ma un complesso con appartamenti per famiglie, e con negozi e uffici ai piani bassi degli edifici. Sarà un’operazione, questa, da trenta milioni di euro. Per abbattere le palazzine del Bronx però servirà, comunque, almeno un anno.
Gli uffici tecnici di palazzo Moroni, guidati dall’architetto Gianfranco Zulian, nei mesi scorsi hanno predisposto tre proposte per il recupero dell’area, come voleva l’accordo di programma tra comune, regione e Ater. I tre enti hanno scelto quello di più facile realizzazione, che ricalca la struttura del complesso com’è oggi.
«Saranno mantenuti gli attacchi a terra di quattro palazzine esistente, con la possibilità di realizzarne una quinta in un’area comunale verso via De Besi - racconta l’assessore uscente all’Urbanistica, Luigi Mariani - Non ci saranno più mini, ma appartamenti di almeno 45 metri quadri. Così dai trecento attuali si scenderà a un centinaio di alloggi». Alcuni dei quali saranno di proprietà dell’Ater, che entrerà quindi direttamente nell’operazione acquistando le proprietà di palazzo Moroni. Non sono previste case popolari, però: metterà i suoi alloggi in affitto a prezzi di mercato, proprio per evitare che si ripetano gli errori del passato.
Nascerà dunque un quartiere residenziale normale, con negozi e uffici: «Nelle palazzine, di quattro piani ciascuna, i primi due saranno riservati a negozi e uffici. Il residenziale sarà nella parte alta», spiega Mariani. Saranno mantenuti i garage sotterranei mentre verrà demolito lo stabile con l’ex supermercato, oggi moschea.
I tempi di attuazione dei piano? «Il progetto è stato trasmesso in Regione. Attendiamo una presa d’atto ufficiale - spiega Mariani - Il piano in autunno verrà adottato dal consiglio comunale. Poi i proprietari avranno sei mesi per consorziarsi e aderire. Altrimenti scatteranno gli espropri».
Resta da capire anche come influirà il piano-casa, il cui accordo è stato raggiunto giovedì scorso in Regione, che permetterà a chi abbatte di costruire il 50% di cubatura in più. In questo caso la cubatura del complesso di via Anelli, ridotta a 34 mila metri cubi da una variante urbanistica voluta dall’amministrazione Zanonato, potrebbe superare anche i 40 mila metri cubi.
L’affare potrebbe diventare così più interessante anche per i piccoli proprietari, che non si accontentano della cifra offerta dal comune per la cessione degli alloggi: 35 mila euro per ogni appartamento. «Questo potrebbe spingerli ad aderire in massa al piano pubblico - spiega Mariani - Ma ci costringerebbe a rifare daccapo il progetto»
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