Le città reinventate

Cala il sipario sui dibattiti che hanno accompagnato la mostra sull’emozione della Padova futuribile al centro culturale di via Altinate. Venerdì alle ore 21 il tema sarà «Le città reinventate: Barcellona e Torino» con il sindaco Flavio Zanonato, Pasqual Maragall, già sindaco di Barcellona, e Sergio Chiamparino, sindaco di Torino. Modera il dibattito Omar Monestier, direttore del mattino.
Un appuntamento che si inserisce nel quadro delle riflessioni avviate con «Padova, le forme dell’emozione» con cui si prospetta la città futura, ormai a dimensione metropolitana. La Padova “europea” affiora a tratti. Venerdì sera potrà verificare le ambizioni con due modelli di successo.
Anticipa Ivo Rossi, l’assessore che ha letteralmente inventato la rassegna urbanistico-culturale in via Altinate: «L’idea che mi ha guidato nel proporre questo confronto è mettere in relazione Padova con realtà significative a livello europeo. Siamo troppo preoccupati dei nostri piccoli localismi e troppo spesso non alziamo lo sguardo. Se gli imprenditori hanno acquisito attitudine alla globalità, la politica ha ancora qualche difficoltà. Ma nella crisi siamo obbligati ad un passo diverso. Sarà utile misurarsi con chi ha fatto salti di qualità notevoli».
Il punto di svolta riguarda città declinanti e ai margini. Con Maragall che l’ha amministrata per quasi vent’anni Barcellona ha fatto leva sui Giochi 1992 per cambiare volto. «E diventare uno dei luoghi in cui meglio si è manifestata l’idea del federalismo» chiosa Rossi.
Chiamparino è il sindaco delle Olimpiadi che altrettanto rivoluzionato Torino, ora capitale del Nord Ovest. «Anche Zanonato ha assunto profilo di leader nazionale, elemento che aiuta la città. Il confronto sarà un’ottima occasione per intrecciare modelli di città, di organizzazione federale e lavorare con lo sguardo di chi non si volta indietro».
Il fotopiano della Grande Padova, intanto, diventa un puzzle (offerto dall’Ance) come strumento didattico per le scuole elementari. Ma anche una “guida” delle trasformazioni urbane nella cartina che sarà presto in distribuzione.
Con l’ultimo convegno di stampo europeo, è già tempo di bilanci. Nell’arco di quattro mesi, ai dibattiti in via Altinate sono passate 2.500 persone, interessate ad ascoltare interlocutori fuori dai confini della politica. «Personalità di spicco, professionisti, intellettuali che dicono qualcosa di originale. Tanta partecipazione, perché si imparava» conclude Rossi.
Un appuntamento che si inserisce nel quadro delle riflessioni avviate con «Padova, le forme dell’emozione» con cui si prospetta la città futura, ormai a dimensione metropolitana. La Padova “europea” affiora a tratti. Venerdì sera potrà verificare le ambizioni con due modelli di successo.
Anticipa Ivo Rossi, l’assessore che ha letteralmente inventato la rassegna urbanistico-culturale in via Altinate: «L’idea che mi ha guidato nel proporre questo confronto è mettere in relazione Padova con realtà significative a livello europeo. Siamo troppo preoccupati dei nostri piccoli localismi e troppo spesso non alziamo lo sguardo. Se gli imprenditori hanno acquisito attitudine alla globalità, la politica ha ancora qualche difficoltà. Ma nella crisi siamo obbligati ad un passo diverso. Sarà utile misurarsi con chi ha fatto salti di qualità notevoli».
Il punto di svolta riguarda città declinanti e ai margini. Con Maragall che l’ha amministrata per quasi vent’anni Barcellona ha fatto leva sui Giochi 1992 per cambiare volto. «E diventare uno dei luoghi in cui meglio si è manifestata l’idea del federalismo» chiosa Rossi.Chiamparino è il sindaco delle Olimpiadi che altrettanto rivoluzionato Torino, ora capitale del Nord Ovest. «Anche Zanonato ha assunto profilo di leader nazionale, elemento che aiuta la città. Il confronto sarà un’ottima occasione per intrecciare modelli di città, di organizzazione federale e lavorare con lo sguardo di chi non si volta indietro».
Il fotopiano della Grande Padova, intanto, diventa un puzzle (offerto dall’Ance) come strumento didattico per le scuole elementari. Ma anche una “guida” delle trasformazioni urbane nella cartina che sarà presto in distribuzione.
Con l’ultimo convegno di stampo europeo, è già tempo di bilanci. Nell’arco di quattro mesi, ai dibattiti in via Altinate sono passate 2.500 persone, interessate ad ascoltare interlocutori fuori dai confini della politica. «Personalità di spicco, professionisti, intellettuali che dicono qualcosa di originale. Tanta partecipazione, perché si imparava» conclude Rossi.
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