Cento occhi sulla città La nuova centrale operativa: «Così la sicurezza integrata»
Padova «telesorvegliata»: occhi elettronici sparsi in tutti i quartieri. Con una capacità di zoom tale da riuscire a «leggere» la marca delle scarpe di un qualsiasi passante. Tecnologia «anche di origine israeliana» per l’impianto di videosorveglianza del progetto «Padova città sicura», che ieri ha finalmente trovato un coordinamento nella nuova centrale operativa della polizia municipale.
Dal secondo piano della torre di via Gozzi, sede del comando dei vigili, si può osservare (quasi) tutta la città. Sono 102 le telecamere già in funzione, e altre 18 saranno attivate nelle prossime settimane. La nuova centrale è costata poco più di un milione di euro, con un contributo di 162 mila euro della Regione per il sistema di trasmissione radio «Tetra», di derivazione militare. Le telecamere e la loro connessione in rete sono costate altri due milioni. Questi ultimi arrivati al ritmo di un milione l’anno grazie alla finanziaria 2005, opera del precedente governo Berlusconi. «Soldi arrivati grazie al mio interessamento» aveva protestato il senatore Pdl Maurizio Saia. «Quello che conta sono i fatti: abbiamo realizzato un sistema di tecnologia avanzatissima che permette di tenere sotto controllo la città» risponde l’assessore alla polizia municipale Marco Carrai. «E’ un segmento del progetto che è stato portato avanti in questi anni: garantire la sicurezza in modo integrato - ha spiegato il sindaco Flavio Zanonato (Nella foto con i vigili urbani) - Con la collaborazione delle forze dell’ordine. Perchè non c’è solo l’aspetto repressivo, ma anche la prevenzione». «Un’innovazione che da più efficacia a tutti» conferma il prefetto Michele Lepri Gallerano.
Benedetta dal cappellano militare don Luciano Barin, «attivata» dal sindaco con una chiave Usb, festeggiata dal comandante Lucio Terrin e dal commissario Gianfranco Tagliavini, che ne sarà responsabile. La nuova centrale ha uno schermo 100 pollici per 200, con al centro la grande mappa digitale della città, dove monitorare la posizione delle «volanti». Poi quattro schermi con le immagini degli «occhi digitali». E infine altri sei schermi per le inquadrature delle telecamere più vecchie, quelle fisse. Le più nuove invece ruotano e «zoomano» in profondità, con
un’autonomia di 5 anni. Tra le vere novità volute dal Sit di Alberto Corò, anche la possibilità di comunicazioni via sms tra gli agenti.
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Ma non immaginavo cosi’ tante telecamere, chi è l’azienda che ha vinto l’appalto?